SCALEA :: 04/05/2026 :: L’aumento delle fermate dei treni Italo nella stazione di Scalea sarebbe il risultato di “fatti concreti” e non delle “parole” dell’Amministrazione comunale. È quanto sostiene l’Unione delle Associazioni della Riviera dei Cedri e del Pollino, che interviene con una nota per fare chiarezza sull’iter che ha portato al potenziamento dei servizi ferroviari ad alta velocità sul territorio.
Riprendendo il comunicato diffuso dal Comune di Scalea, le Associazioni sottolineano come già nel 2020 fosse stato proprio il loro coordinamento a promuovere l’istituzione delle fermate dei treni AV presso la stazione cittadina. Una scelta, spiegano, condivisa con realtà associative dell’intero comprensorio e basata su precise caratteristiche logistiche. Da allora, il lavoro è proseguito attraverso interlocuzioni costanti, anche con Italo, con l’obiettivo di ottenere servizi sempre più efficienti per la Riviera dei Cedri.
Secondo le Associazioni, dunque, l’Amministrazione avrebbe semplicemente raccolto “frutti in un campo già lavorato e seminato da altri”.
Nel mirino anche il contenuto del comunicato comunale, ritenuto incompleto. In particolare, viene annunciata la fermata della corsa 8158 senza specificare che sarà operativa a partire dal 14 giugno, con l’entrata in vigore del nuovo orario ferroviario, e con periodicità annuale. Inoltre, viene evidenziata un’anomalia: il riferimento alla sola corsa in direzione nord, senza menzione del collegamento verso sud, quando normalmente i servizi ferroviari vengono garantiti in coppia.
Le Associazioni contestano anche l’affermazione secondo cui si tratterebbe di “un collegamento che prima non esisteva”. In realtà, ricordano, già nel 2020 le prime fermate introdotte furono proprio quelle dei treni 8158 (direzione nord) e 8143 (direzione sud).
Viene poi ricostruita l’evoluzione del servizio: la corsa 8158 fu successivamente sostituita dall’attuale 8134, con partenza da Scalea alle 09:40, ritenuta più funzionale alle lunghe percorrenze. Questo collegamento consente infatti di raggiungere Milano nel pomeriggio, favorendo ulteriori spostamenti verso territori come la Valle d’Aosta e ampliando così il bacino d’utenza. Una scelta legata anche alla necessità di migliorare l’equilibrio degli orari in stazione, considerando la sovrapposizione con altri treni, come il Frecciargento 8868 Reggio Calabria–Roma.
Altro punto critico riguarda l’assenza di riferimenti alle coincidenze ferroviarie, elemento ritenuto fondamentale per una pianificazione efficace dei servizi.
Per l’Unione delle Associazioni, le lacune presenti nella comunicazione istituzionale dimostrerebbero come i risultati ottenuti non siano frutto dell’operato dell’Amministrazione, che invece tenterebbe di attribuirsene i meriti.
Le attività portate avanti negli anni, viene inoltre sottolineato, sono state sviluppate in collaborazione con altre realtà territoriali, con una visione più ampia del sistema dei trasporti. In questo contesto, la richiesta di aumentare le fermate a Scalea è stata sempre accompagnata da proposte più articolate, come l’attivazione di nuovi collegamenti tra diverse aree del Sud e del Nord Italia.
Infine, le Associazioni sollevano un interrogativo più ampio, che riguarda il futuro infrastrutturale del territorio: la mancata presa di posizione della politica locale sul progetto della nuova linea AV Salerno–Reggio Calabria. Un’opera che, allo stato attuale, potrebbe paradossalmente isolare l’Alto Tirreno Cosentino, in assenza di un tracciato definito nel tratto fino a Cosenza.
“Si tratta di disinteresse, mancanza di competenze o di una strategia per non esporsi?”, si chiedono.
La nota si conclude con un richiamo al ruolo della politica: valorizzare il lavoro già svolto, creare sinergie e mettere a sistema le energie positive del territorio. In caso contrario, avvertono le Associazioni, viene meno quella lungimiranza necessaria per uno sviluppo condiviso.