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Scalea :: Piscina coperta: il sindaco Perrotta incontra i vertici dell’Aias di Cetraro. (VIDEO)

SCALEA :: 12/11/2020 :: La piscina comunale sembra essere una priorità per molti cittadini di Scalea. La struttura letteralmente distrutta da una tromba d’aria il 30 settembre del 2013 non è stata mai ripristinata e, anzi, è oggi oggetto di una causa civile che si avvia verso il giudizio di primo grado. In sette anni, tra due commissariamenti e una gestione amministrativa interrotta prima della scadenza naturale del mandato, non è stato trovato un accordo per evitare le lungaggini processuali e rimettere in piedi la struttura. Una ferita per l’intero territorio altotirrenico che spera di poterne usufruire nuovamente. La nuova amministrazione comunale che si è insediata lo scorso 23 settembre, nonostante l’emergenza Covid da affrontare, ha voluto subito intavolare un dialogo con l’Aias, la onlus che detiene la gestione dell’impianto. L’obiettivo comune pare essere quello di trovare una soluzione che possa chiudere il contenzioso e consegnare nuovamente la piscina alla popolazione del comprensorio.

Le dichiarazioni di Antonio Maurizio Arci, legale rappresentante dell’AIAS onlus sezione di Cetraro:  

“Finalmente si ricomincia a parlare della piscina di Scalea, in maniera costruttiva.  E per questo ringrazio il nuovo sindaco della città, avv.to Giacomo Perrotta, e la sua amministrazione per avermi convocato in comune  ed aver espresso  la volontà di affrontare con equilibrio e responsabilità la cancrenosa e lunga vicenda giudiziaria pendente presso il Tribunale di Paola ormai da 7 anni”, afferma il dott. Arci, legale rappresentante dell’AIAS onlus sezione di Cetraro.  Nell’incontro che si è tenuto  nei giorni scorsi presso il comune di Scalea si è discusso anche delle proposte che l’AIAS di Cetraro aveva già inviato  al Comune al fine di trovare un accordo per ripristinare l’impianto natatorio e porre fine allo scempio che è sotto gli occhi di tutti, ai margini della SS 18, e soprattutto per eliminare la pericolosità di tutta l’area, ormai divenuta oltremodo rischiosa per la pubblica incolumità.

Il dott. Arci ripercorre  le varie tappe di questi lunghi sette anni, ribadendo che le proposte più significative riguardavano la ricostruzione dell’impianto a totale carico dell’AIAS di Cetraro.  “Una prima proposta è stata inviata esattamente un mese dopo l’evento temporalesco (così come è stato definito da ben due consulenze tecniche d’ufficio)”,  conferma Maurizio Arci;  “l’AIAS di Cetraro proponeva di ripristinare l’impianto a proprie cure e spese chiedendo anche di poter realizzare all’interno dell’area ulteriori strutture migliorative al fine di rilanciare l’immagine dell’intero territorio e della onlus mediante la realizzazione di un vero e proprio “polo sportivo, sociale e sanitario”.

“Una proposta simile alla prima è stata reiterata  anche nel 2016”, continua il Presidente dell’AIAS di Cetraro, preoccupato per il continuo sciacallaggio ed i numerosi furti che si erano perpetrati all’interno ed all’esterno della struttura. “Ad oggi si contano  11 denunce che il sottoscritto ha puntualmente esposto alla Compagnia Carabinieri di Scalea. Entrambe le proposte prevedevano che le opere realizzate, a conclusione del contratto di locazione, sarebbero rimaste di proprietà comunale. Di contro l’Associazione chiedeva una rimodulazione del contratto, allungandone i tempi e rivedendone il canone annuo, al fine di compensare il proprio credito, sia per le opere già eseguite ed ormai distrutte, sia per il nuovo investimento da effettuare”.

“In entrambi i casi – ribadisce Arci – sia i commissari prefettizi prima che il sindaco Licursi dopo, sono stati di sorda latitanza, non avendo  avuto alcuna capacità e competenza  per affrontare una situazione così importante che si si sarebbe potuta risolvere in breve tempo limitando i danni, ora ancor più significativi, sia per la pubblica amministrazione che per la onlus da me rappresentata”

“Auspico – conclude il dott. Arci – che la determinazione, la decisione e la volontà dimostrate dal Sindaco Perrotta,  dal presidente del Consiglio  Bruno e dai consiglieri Ancona e Cirimele si trasformino a breve in un coinvolgimento di tutta l’amministrazione comunale e si giunga ad un accordo che possa far rivivere la struttura sportiva più bella e funzionale della Riviera dei Cedri, così come era stata definita dai tanti appassionati che la frequentavano e dalle numerose testate giornalistiche  del settore, locali e nazionali”.