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“Sopporta, cuore!” di Enrico Esposito

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di Enrico Esposito

E’ questa l’esortazione che Ulisse, da poco tornato a Itaca, dove trova la moglie insidiata da vogliosi pretendenti, servi traditori e casa occupata, rivolge a se stesso, senza cedere alla tentazione di risolvere tutto e subito con la forza. Una lezione di grande significato oggi che la pandemia ci ha condotto ad un punto tale di esasperazione da volere risolvere tutto e subito con provvedimenti miracolosi.

Oggi che si ricorre a tutte le risorse verbali pur di riaprire comunque industrie, negozi e via elencando, sprezzanti del pericolo di una recrudescenza del contagio. Decisioni a livello nazionale e regionali vengono contestate a prescindere, con il malcelato intento di ottenere contributo dello Stato a fondo perduto, prestiti dalle banche con garanzia statale, sospensione delle tasse e dei tributi. In Calabria la presidente della giunta regionale emette una contestata ordinanza di riapertura, ma tutto rimane chiuso, bar e negozi in primo luogo, perché si attende chiarezza sulle tasse da pagare, sulle concessioni da onorare e su sostegni a costo zero da parte del governo e degli enti locali. Il resto della popolazione in gran parte non vede l’ora di uscire allo scoperto e popolare spiagge, vie cittadine e quant’altro pur a conoscenza dei pericoli connessi alla fase due del Covid-19. Insomma domina l’impazienza, si diffonde la noncuranza della salute propria e altrui. Ecco perché viene in mente Ulisse, a scuola presentato come un eroe tutto astuzia e inganni, mentre è ancora di più. E’ un uomo che da uomo si comporta. Non si lascia guidare da istinti violenti, come Achille né dall’odio nei confronti dei più forti, come Tersite.

Ma si rivolge a se stesso e ricorre a tutti i mezzi per ripristinare l’ordine e la legalità a Itaca, dopo averne passate tante, dai Ciclopi ai Lestrigoni, da Circe a Calipso senza dimenticare le sirene e altri pericoli mortali. Ma Ulisse, potrebbe dire qualcuno, è un eroe, per di più antico. Sarà, ma il destino dell’eroe è quello di fare da modello, da ideale di vita in ogni tempo. E’ più conosciuto per la sua fraudolenza anche da Dante, dimenticando che Omero quando lo presenta di multiforme ingegno altro non vuol dire se non che ha maturato in sé la capacità di affrontare ogni situazione di pericolo contando solo su stesso, sul suo ingegno appunto, sulla metis greca, senza nulla pietire e senza scuse. Senza se e senza ma, come usa dire oggi.

Sopporta cuore! E se lo dice quando quel cuore trabocca d’ira e di disgusto davanti allo scempio che vede fare della sua casa e dei suoi beni. Questa è capacità di sopportare, la pazienza di patire il giusto e il necessario fino a che non si trovano soluzioni che nessuno oggi possiede, come il tradizionale asso nella manica. Tutto questo si chiama senso di responsabilità, merce rara da sempre, ma oggi addirittura irreperibile se non nella parte della popolazione che più soffre disagi indicibili. Ma queste sono considerazioni facile per chi vive da sempre di letture alla ricerca di modelli esistenziali a fare da stella polare. Può darsi, ma l’alternativa è abbandonarsi alla protesta inconsulta e alle querimonie strumentali.

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