fbpx

La senatrice Bianca Laura Granato aderisce all’appello per la difesa della libertà di stampa.

“Dobbiamo impegnarci concretamente per restituire serenità a migliaia di persone che fanno semplicemente il proprio lavoro”, la senatrice Bianca Laura Granato aderisce all’appello per la difesa della libertà di stampa.

CATANZARO :: 26/02/2022 :: “Proprio qualche giorno fa ponevo al presidente dell’Ordine, tra le altre cose, la questione della precarietà economica dei giornalisti calabresi che continuano a vivere in una vergognosa situazione di insicurezza. Spesso sottopagati, e in ritardo, i giornalisti di questa regione dove c’è tanto da raccontare, a testa alta e schiena dritta, si vedono ulteriormente costretti nella propria libertà di informazione da quella che è diventata l’odiosa pratica delle querele temerarie: la minaccia di richieste di risarcimenti milionari e processi per diffamazione per “addolcire” commenti e analisi politiche, e chiudere la bocca. E spesso sono  i signorotti della politica locale, o del mondo delle professioni, magari avvocati che scendono in politica e hanno la querela facile perché hanno uno studio legale alle spalle che li difende, che pensano di condizionare l’informazione in questo modo subdolo e vile. Non posso, quindi, che condividere l’appello rivolto dall’Ordine dei giornalisti e da tante testate giornalistiche che ogni giorno sono in prima linea per garantire il diritto dei cittadini di essere informati”. Afferma la senatrice Bianca Laura Granato.

“Chi decide di mettere in campo le proprie competenze e la propria professionalità al servizio della politica deve mettere in conto di essere sotto i riflettori, e quindi, attenzionato dai giornalisti che, osservando e raccontando con onestà e trasparenza non fanno altro che sollecitare la coscienza critica della gente, degli elettori che devono giudicare il nostro operato – afferma ancora Granato -. Chi è in campo deve stare alle regole del gioco, e non portare via il pallone al primo accenno di critica, per quanto piccato e acido, se scritto sempre nel rispetto della continenza verbale e del rispetto della dignità dell’interlocutore. Brandire querele e diffide, specie per chi ha gli strumenti e il ruolo per utilizzarli come minacce, è un modo diverso di praticare violenza e limitare libertà costituzionalmente garantire. E’ arrivato il momento che anche le istituzioni intervengano concretamente per restituire serenità a migliaia di persone che fanno semplicemente il proprio lavoro”.