Elezioni provinciali a Cosenza: il commento del sindaco di Acri Pino Capalbo.

COSENZA :: 09/03/2026 :: Il centrodestra si aggiudica nettamente le elezioni provinciali consegnando la guida dell’ente al neo presidente Biagio Faragalli, sindaco di Montalto Uffugo. Un risultato che ridefinisce gli equilibri politici all’interno del Consiglio provinciale e che segna una battuta d’arresto per il centrosinistra.

Nel nuovo Consiglio provinciale, infatti, il centrodestra conquista la maggioranza dei seggi: 5 vanno a Forza Italia, 3 alla lista Ad Maiora e 4 alla lista Provincia Democratica.

Resta invece fuori dall’assemblea la lista Insieme per la Provincia, composta da sette candidati, che pur raccogliendo 5.487 voti non riesce a ottenere alcun seggio.

Tra i candidati della lista spicca il risultato personale del sindaco di Acri, Pino Capalbo, che con 3.080 voti risulta il più votato della propria lista.

«Il mio risultato personale, nonostante la cocente sconfitta e pur essendo consapevole che la lista fosse a rischio quorum, mi soddisfa – commenta Capalbo –. Con 3.080 voti risulto il più votato della lista, che raggiunge i 5.487 voti complessivi praticamente con tre candidati, con l’ultimo che ne raccoglie meno di 200».

Il primo cittadino di Acri ha poi rivolto gli auguri di buon lavoro al nuovo presidente della Provincia. «Auguri e buon lavoro al neo presidente Biagio Faragalli – ha dichiarato – per il compito che lo attende alla guida della Provincia di Cosenza».

Capalbo ha inoltre voluto riconoscere l’impegno del sindaco di Cosenza Franz Caruso, che ha guidato la consultazione elettorale per il centrosinistra. «Complimenti anche a Franz Caruso, che ha condotto questa consultazione elettorale con passione e coraggio».

Non manca, però, una riflessione critica sul momento politico del centrosinistra in provincia. «Questa doveva essere l’occasione per il centrosinistra di ripartire. Purtroppo, ancora una volta, le lacerazioni interne al Partito Democratico hanno prodotto un risultato disastroso».

Infine, l’appello alla necessità di un cambiamento profondo all’interno del PD provinciale. «Ora non c’è più tempo da perdere: il PD in provincia va resettato, azzerato, partendo da chi oggi ricopre ruoli apicali. Il gesto più semplice e responsabile sarebbe quello di rassegnare le dimissioni. C’è una classe dirigente ormai vetusta che deve farsi da parte se si vuole davvero sperare di costruire, nel tempo, un’alternativa credibile al centrodestra».