CATANZARO :: 23/04/2026 :: In occasione della recente edizione di Vinitaly è stato presentato un articolato e ambizioso “Progetto Originale per il rilancio dei Vini Passiti di Calabria fra cerimonie, matrimoni e turismo esperienziale”. L’iniziativa porta la firma di Massimo Tigani Sava, giornalista e saggista impegnato da anni nello studio delle radici storico-culturali e identitarie dell’agroalimentare e della vitivinicoltura calabrese.
Il progetto nasce con l’obiettivo di affiancare alle tradizionali attività promozionali nuove strategie di sviluppo economico e sociale, capaci di valorizzare un comparto di nicchia ma fortemente identitario come quello dei vini passiti. «Accanto al prosieguo di importanti attività di comunicazione – ha sottolineato Tigani Sava – è fondamentale attivare percorsi virtuosi e sostenibili. Eventi di rilievo come il Vinitaly meritano anche il lancio di idee progettuali capaci di arricchire il lavoro di promozione e visibilità delle aziende».
Tra i punti chiave dell’iniziativa emerge la necessità di costruire reti tra imprese, favorendo collaborazioni concrete tra produttori, ristoratori, operatori turistici e professionisti del settore wedding. «Molti marchi, soprattutto di nicchia – ha aggiunto Tigani Sava – incontrano difficoltà nell’espandere il proprio mercato. Da qui l’esigenza di creare sinergie e nuovi canali di consumo, anche attraverso il recupero di tradizioni come l’utilizzo dei vini passiti nei matrimoni».
Il talk ha visto la partecipazione di autorevoli protagonisti del comparto. Umberto Ceratti, presidente del Consorzio di Tutela del Greco di Bianco Dop, ha ripercorso la nascita del consorzio evidenziando una nuova fase di consapevolezza imprenditoriale orientata alla collaborazione. Maurizio Bisconte e Claudio Viola hanno raccontato storia e peculiarità del Moscato al Governo di Saracena, simbolo della tradizione vitivinicola del Pollino, mentre Mariolina Baccellieri ha illustrato la versatilità del Greco di Bianco nelle degustazioni, ben oltre gli abbinamenti classici con dolci e formaggi.
Gennaro Convertini ha inserito il tema dei passiti nel contesto più ampio della produzione enologica calabrese, definendolo una nicchia di eccellenza su cui investire con maggiore decisione. Giovanni Benvenuto ha invece posto l’attenzione sullo Zibibbo tirrenico, vitigno autoctono riscoperto e valorizzato anche nella produzione di passiti. A chiudere gli interventi, Vincenzo Alvaro ha ribadito il ruolo centrale di una comunicazione professionale per sostenere lo sviluppo del comparto.
La Calabria vanta una tradizione antichissima nella produzione di vini passiti, grazie a vitigni autoctoni come Greco Bianco di Bianco, Moscatello, Duraca e Zibibbo. Un patrimonio che, secondo Tigani Sava, deve essere rilanciato anche attraverso nuove connessioni con altri settori produttivi, come la pasticceria, la dolciaria e le filiere agrumicole.
Il progetto guarda con particolare interesse al mondo dei matrimoni, sempre più legati al turismo esperienziale. Il ritorno degli emigrati calabresi e l’arrivo di visitatori stranieri per celebrare nozze in Calabria rappresentano un’opportunità concreta per creare valore economico e promuovere il territorio. In questo contesto, i vini passiti possono diventare protagonisti simbolici e culturali delle cerimonie, recuperando antiche tradizioni.
A chiusura dell’incontro si è svolta una degustazione di vini passiti calabresi abbinati a salumi e formaggi di pregio, accompagnata dalla somministrazione di un questionario rivolto alle cantine presenti nella collettiva “Calabria Straordinaria”, con l’obiettivo di raccogliere spunti utili per lo sviluppo futuro del progetto.
Un’iniziativa che punta a trasformare un patrimonio enologico di nicchia in un volano di crescita economica, culturale e turistica per l’intera regione.