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Amantea :: Franco La Rupa, Alle elezioni regionali fu sostenuto sia sul Tirreno che sulla jonio.

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AMANTEA :: 20/03/2008 :: Franco La Rupa scampa al carcere per la seconda volta. Nel luglio 2006 l’inchiesta Omnia accosta il suo nome all’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa che si traduce nell’appoggio delle cosche ‘ndranghetistiche alle elezioni regionali del 2005 in cambio di favori. L’esito della tornata elettorale è decisamente positiva per il politico di lungo corso che esce da un periodo di governo ad Amantea. Franco La Rupa viene eletto con 9.265 preferenze nella lista Udeur. I

In gran parte nella “sua”Amantea ma non solo: 426 voti sono stati raccolti a Cassano Jonio, che ammontano al 57% delle preferenze di tutti i candidati nel partito del Campanile. L’accusa di scambio elettorale politico mafioso gli è stata contestata già nell’inchiesta Omnia, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, che nel luglio dell’anno scorso ha portato all’esecuzione di 60 provvedimenti. Per il politico, i magistrati chiesero la misura cautelare in carcere ma il gip la rigettò. Così come la Cassazione decise, dopo il ricorso dei magistrati, che Franco La Rupa non doveva essere arrestato. L’ulteriore indagine Nepetia ha portato nuovamente davanti al giudice la posizione di La Rupa per il reato di voto di scambio politico mafioso. Il gip distrettuale Antonio Giglio anche questa volta ha ritenuto non opportuno il carcere ma gli arresti domiciliari. I filoni delle due inchieste convergono negli affari politici. Franco La Rupa si è servito di due famiglie influenti per ottenere consensi elettorali sul tirreno, ad Amantea, sia sullo jonio, a Cassano. I suoi contatti con i capi sono diretti: Tommaso Gentile da una parte e Antonio Forastefano dall’altra. Con la promessa di favori in caso di elezione ma anche con elargizioni in denaro per convincere “gli amici” a sostenerlo. Ad Antonio Forastefano, presunto boss della sibaritide, diede un contributo di 15mila euro. Lo ha ammesso il collaboratore di giustizia Adamo Bruno, che ha anche raccontato di avere avuto lui stesso tremila euro “per attaccare quattro manifesti”, circostanza di cui si era meravigliato. In cambio, i Forastefano “facevano pubblicità” presso i loro conoscenti per far votare Franco La Rupa e organizzarono anche un comizio elettorale a Cassano che fu molto partecipato, come conferma la sua segretaria al telefono con la moglie del candidato consigliere regionale: «Sembra quasi Amantea». La donna spiegava che erano accompagnati da Luigi Garofalo, consigliere provinciale dell’Udeur, pure lui indagato nell’inchiesta Omnia, che secondo la Dda sarebbe il referente di Forastefano con La Rupa. «Luigi aveva parcheggiato la macchina lontano», racconta la segretaria alla moglie di La Rupa, «quindi abbiamo camminato per il corso… no… tutti quanti lo salutavano… ti giuro… Amantea sembrava…». Il sostegno a Franco La Rupa si vede anche dall’interesse che i componenti della cosca Forastefano mostrano durante lo spoglio elettorale. «Sta andando forte… alla grande» dice contento un affiliato ad Antonio Forastefano che fa un giro di telefonate per accertarsi dell’esito delle elezioni. «Le bottiglie sono nel frigorifero» dice pregustando la vittoria. Poi Giuseppe Garofalo chiede al cugino Luigi se il consigliere farà “una camminata”a Cassano a ringraziarli: «Se la fa, figurati. Se la deve fare…».

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