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Cetraro: notevoli tagli di fondi alle strutture sanitarie.

CETRARO :: 16/06/2008 :: La sanità calabrese è stata attenta a porre mano allo strumento delle tre “T” tasse, ticket e tagli. Dopo diversi e continui disservizi che si sono verificati nei giorni scorsi e che continuano a verificarsi presso l’ospedale di Praia a Mare, apprendiamo che anche il nosocomio di Cetraro, indicato come ospedale cardine per il Tirreno, subisce notevoli tagli.

Da qualche settimana non sono stati rinnovati, dall’Asp di Cosenza, gli incarichi a cinque consulenti esterni presso il reparto di risonanza magnetica dove i medici avevano il compito di redigere l’esito di esami e diagnosi su risonanze e tac, situazione questa che ha rallentato notevolmente il lavoro nel reparto di radiologia allungando i tempi di attesa. Tutto ciò può avere un esito solo negativo e a discapito della salute dei calabresi. I politici del Tirreno dovrebbero procedere di intesa con la Regione nel dare attuazione completa ad un piano sanitario regionale attraverso una reintegrazione della rete ospedaliera, rendendola più efficiente, più rispondente alle esigenze delle popolazioni, ampliando l’offerta sanitaria attraverso l’implementazione di nuovi servizi e l’eliminazione di quei “doppioni” che appesantiscono la spesa sanitaria e che non intercettano il bisogno che emerge dalla nuova domanda di salute. Nello specifico si dovrebbe, ed il condizionale è d’obbligo, lavorare nell’ambito di direttici per completare la rete dell’urgenza-emergenza nei presidi ospedalieri del Tirreno, potenziando Cetraro e non declassando Praia a Mare, dotandoli di importanti servizi come l’Utic, la Rianimazione, il Centro Trasfusionale, la Chirurgia d’Urgenza, il Pronto Soccorso autonomo. Negli ospedali di Praia a Mare e Paola a fronte dell’accentramento su Cetraro si dovrebbero attivare servizi importanti e strategici quali la cardiologia, l’oncologia, l’endocrinologia, la gastroenterologia, la dermatologia, l’otorinolaringoiatra, la medicina fisica della Riabilitazione. Tutto ciò consentirebbe minor disagio e maggiore soddisfazione per quegli utenti che possono beneficiare di determinate prestazioni, in quanto gli ospedali hanno il compito di curare esclusivamente tutte quelle patologie che non è possibile trattare a domicilio e nei distretti della salute.

Emilia Manco