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Cibo: a Lamezia Terme incontro con la scrittrice Nuccia Carmagnola.

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LAMEZIA TERME :: 09/05/2022 :: Cibo, vini, extravergini, biodiversità, Ambiente, territorio, dieta mediterranea, benessere… Sono solo alcuni temi di cui si parlerà a Lamezia Terme mercoledì prossimo 11 maggio – alle ore 17:00 nella Sala del Museo Diocesano (ex Seminario Vescovile) – in occasione della presentazione dei libri di Nuccia Carmagnola, scrittrice ed esperta di enogastronomia. Studiosa e infaticabile pioniera della cultura del cibo calabrese, Nuccia Carmagnola sarà presente all’evento che è patrocinato dall’Amministrazione comunale lametina e vedrà impegnati il sindaco della Città, avvocato Paolo Mascaro; la dirigente della Regione Calabria, Ersilia Amatruda; la titolare dell’assessorato comunale alla Cultura, l’archeologa Giorgia Gargano; il presidente del Cda di Lamezia Europa, dr. Leopoldo Chieffallo; la Componente del Distretto del Cibo lametino, dr.ssa Anna Maria Mancini e la Fiduciaria della Condotta “Slow Food” di Lamezia Terme, dr.ssa Mariacristina Mazzei.

Il confronto, che sarà moderato dal giornalista Gianfranco Manfredi, oltre a illustrare il volume “Un vitale percorso di cultura tra storia e attualità” ripercorrerà l’intesa produzione saggistica di Nuccia Carmagnola che è sommelier, autrice di molte pubblicazioni (“Sapori di Calabria”, “Dolce e piccante: scoprite la vita”, “Calabria, storie di gusto…”, ecc.) e infaticabile organizzatrice di eventi culturali che hanno visto sempre al centro, nell’arco di un quarto di secolo, la cultura del benessere e del cibo in tutte le sue declinazioni: dal vino al pane, dall’olio al peperoncino, dagli agrumi rari come il bergamotto alla cipolla rossa, dalla castagna alla patata, agli agrumi, al miele, ai piatti tradizionali della cucina contadina.

L’opera della Carmagnola, frutto di ricerche e studi volti al recupero della cucina tipica calabrese, soprattutto quella contadina in via di estinzione, ha, tra gli altri meriti l’intuizione di dover raccogliere e salvaguardare la cucina tradizionale, perpetuando le consuetudini tutelate dalle donne anziane, in una vera e propria, orgogliosa resistenza alle lusinghe delle mode, del fast food, dell’imperante esterofilia, dei cibi precotti e degli artifizi spesso fini a sè stessi.

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