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Cirella :: Il presepe vivente nel centro storico.

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CIRELLA :: 21/12/2009 :: Il Comitato Passio Domini ha fatto diventare una tradizione ormai consolidata non solo la suggestiva rappresentazione della Passione di Cristo (l’anno scorso organizzata con grande successo di pubblico nell’area dei Ruderi), ma anche l’organizzazione del presepe vivente per le vie del centro storico, nel duplice intento di rendere un devoto omaggio alla natività di Cristo e di valorizzare, quanto più possibile, una delle zone più vecchie dell’attuale centro urbano di Cirella.

Il Comitato metterà in scena, il 27 dicembre ed il 6 gennaio, un presepe vivente di tutto rispetto, che attraverserà le vie del paese riscoprendo antichi percorsi della tradizione e della memoria, in una rappresentazione che sarà, al tempo stesso, celebrazione religiosa e immersione nel passato, stimolo alla fede e riscoperta delle proprie radici. In realtà il Comitato non ha fatto altro che riprendere un’iniziativa già portata avanti con successo, parecchi anni addietro, da un nutrito gruppo di cirellesi che, in stretta collaborazione con la parrocchia, aveva dato vita a numerosi presepi viventi, suggestivi e seguitissimi nell’ambito dell’intero territorio di appartenenza.

Nella prima quindicina di dicembre, peraltro, i presepisti allestiranno, in piazza S. Maria dei Fiori, una suggestiva scena fissa della Natività a grandezza e a misura d’uomo: nella capanna, costruita con canne e palme, la Sacra Famiglia alloggerà in atteggiamento umile e sereno, grazie soprattutto alle sagome in legno create dalle abili mani del celebre maestro del legno Franco Salemme, il quale l’anno scorso aveva provveduto a sagomare mirabilmente il bue e l’asinello, mentre quest’anno arricchirà la rappresentazione con le figure personalizzate di Giuseppe e Maria.

Il presepe vivente vero e proprio si articolerà, invece, in due fasi distinte e separate: la Natività, che sarà messa in scena il 27 dicembre, e la Visita dei Re Magi, che avrà luogo  mercoledì 6 gennaio 2010 (in entrambi i giorni, il tutto inizierà a partire dalle ore 19.00). Per quanto riguarda la Natività, S. Giuseppe e la Madonna (che cavalcheranno un asino in carne ed ossa) partiranno da piazza Margherita per attraversare via Diaz e giungere, infine, a piazza S. Maria dei Fiori, dove avrà luogo la scena finale della Natività, in un percorso che è sarà segnato da varie scene cruciali: le massaie che fanno il pane e le grispelle; il ciabattino; la venditrice di tessuti; la contadina che prepara le caldarroste;  il mercato della frutta; la fontana con le lavandaie; lo spazio del fabbro; il produttore di anfore; la casa del pescatore, con tanto di barca e di attrezzi per la pesca; il falegname; l’ovile, con pastori e animali dal vivo;  la taverna, frequentata da soldati romani vestiti di tutto punto. Il tutto animato dalle musiche natalizie della magica zampogna di Diodato, autentico maestro di una tradizione che si perde nella notte dei tempi. Per la Visita dei Re Magi, invece, il corteo seguirà lo stesso percorso della Natività, con l’unica variante che questa volta sarà guidato dai tre re d’oriente, i quali, pian piano, giungeranno alla capanna della Sacra Famiglia per omaggiare Gesù, il figlio di Dio fatto carne. L’intera manifestazione viene organizzata grazie all’opera volontaria di un bel gruppo di amici di Cirella e Diamante, il Comitato Passio Domini, che opera in raccordo e piena sinergia con la parrocchia S. Maria dei Fiori, in primis con il parroco don Bobby Calunsag; e siccome la rappresentazione ha richiesto una serie abbastanza numerosa di costumi d’epoca e di scenografie  elaborate e complesse, si è resa necessaria una raccolta di contribuzioni volontarie che ogni associato, chi più chi meno, sta conducendo da qualche tempo con discreto successo. Ma la cosa che più tocca
, nel cuore dell’inverno, è vedere tutta questa bella gente che si muove per le vie del paese, di sera (spesso anche di notte), provando e sistemando le scene del presepe, nella consapevolezza di non essere autentici attori o veri scenografi, ma comunque appassionati ad una vicenda, quella della nascita di Gesù di Nazareth, che tanta eco ha avuto e continua ad avere nella storia dell’umanità.

Un lavoro non facile, certo, soprattutto per la complessità del percorso e della macchina organizzativa messa in moto, ma comunque carico di un grande significato etico e civile e mosso da un grande spirito di solidarietà e collaborazione, che ha offerto occasioni vere di contatto umano e di crescita sociale e culturale.

Francesco Errico

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