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Cosenza :: Carlo Guccione fa visita all'ospedale Annunziata.

COSENZA :: 09/11/2009 :: “Ho voluto dedicare la mia prima visita ufficiale all’ospedale regionale dell’Annunziata di Cosenza per sottolineare con forza che il primo punto da cui dobbiamo partire, se vogliamo costruire una Calabria positiva, è il sistema sanitario regionale, che sconta ritardi pesanti, antichi e presenti”.

E’ quanto ha affermato il segretario regionale del Pd, Carlo Guccione, intrattenendosi con i giornalisti al termine di una vista compiuta questa mattina all’Ospedale Civile di Cosenza, dove ha incontrato i vertici dell’azienda ospedaliera, il personale sanitario e parasanitario ed anche alcuni pazienti.

“Troppo spesso –ha detto Guccione parlando con i giornalisti- nella programmazione e nella gestione delle risorse sono stati privilegiati più i localismi e i particolarismi che non la costruzione di un sistema sanitario vero e proprio. Ora è giunto il momento di voltare pagina e di scrivere un capitolo nuovo. La presentazione del Piano Regionale di Rientro può, anzi, deve essere l’occasione per realizzare una seria inversione di tendenza, un cambio di mentalità e di programmazione. In Calabria ci sono professionalità ed energie che, se adeguatamente utilizzate e messe nelle condizioni di poter operare adeguatamente, possono dare un contributo determinante per la realizzazione di obiettivi avanzati ed innovativi. Anche stamattina, qui, all’Annunziata ne ho incontrato a sufficienza: uomini e donne, professionisti seri e coscienziosi che intendono svolgere il loro lavoro come una missione. Intendiamoci: non sempre e non tutti gli operatori sono motivati. Ci sono anche quelli che non hanno nessuna voglia ed intenzione di lavorare. Dobbiamo avere il coraggio di fare delle scelte e dire chiaramente che di essi la Calabria e la provincia di Cosenza non hanno bisogno. Chi ha responsabilità politiche e gestionali deve fare in modo che le mele buone non siano confuse con quelle marce. Un ospedale, che è il luogo del dolore e della sofferenza, ma è anche il luogo della vita e della speranza, non può tollerare che vi siano operatori, personale sanitario e parasanitario che operano prescindendo dall’umanità e dalla dignità del malato”.

“Una struttura ospedaliera regionale come quella dell'Annunziata –ha proseguito il segretario regionale del Pd- può svolgere un ruolo straordinario in Calabria ed in una provincia che occupa oltre il 40% del territorio regionale. Essa deve essere il "cuore" di un sistema spalmato sull'intero territorio provinciale che deve vedere la realizzazione e la dislocazione di servizi di alta specialità e qualificazione. Per questo motivo credo che l’attuale struttura, nonostante i suoi sessant’anni, debba continuare ad essere ammodernata e ulteriormente migliorata, per corrispondere al meglio alle esigenze che sorgono nei vari reparti e per la realizzazione di nuovi servizi.

Penso a Cardiochirurgia, penso al Dea, penso alle varie richieste ancora inevase di strumentazioni tecnologiche innovative necessarie per la diagnostica che, in un ospedale regionale di grandi tradizioni come quello dell'Annunziata, sono necessarie come il pane per corrispondere all'esercizio di professioni così delicate.

Penso alla insufficienza di personale sanitario e parasanitario e, dall'altra parte, alle liste di attesa per prestazioni che spesso si rendono necessarie in tempi brevi.

Perché un paziente qui da noi deve attendere dai quattro ai sei mesi per un’ecografia o un ecodoppler, un ecocuore, una tac o una risonanza magnetica?

Allo stesso tempo ritengo necessaria ed urgente la realizzazione di una nuova e moderna struttura ospedaliera ubicata nella città capoluogo, al centro dell’area urbana cosentina. Penso, per essere più preciso, all’area di Vaglio Lise, rapidamente collegata con la SS 107 Cosenza-Paola.-Crotone, con gli svincoli autostradali di Cosenza e Rende, con la stazione ferroviaria, il Viale Parco, la nuova strada in Destra Crati Cosenza-Sibari e con  la Metropolitana Leggera".

“Tutto ciò può essere realizzato –conclude Guccione- solo se riusciamo a mettere da parte particolarismi e bizantinismi e poniamo al centro del confronto un percorso finalizzato alla costruzione di un progetto di cui siano attori e protagonisti principali i territori, i cittadini e le professionalità che in essi vivono ed operano".