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Cosenza :: Massimiliano Cedolia interviene sull'autosospensione di Arlacchi dall'Italia dei Valori.

COSENZA :: 08/09/2010 :: L’autosospensione di Pino Arlacchi dall’Italia dei Valori è un gravissimo segnale d’allarme per i presupposti di crescita qualitativa del partito. A percepirlo sono gli elettori, i simpatizzanti e gli attivisti che in IdV intravedevano la possibilità di identificarsi, considerandolo un partito capace di  distinguersi realmente nel panorama politico italiano, ormai privo da tempo di una classe politica idonea a soddisfare i bisogni essenziali della società.

L’Italia dei Valori, sta dimostrando di non distinguersi affatto dagli altri partiti, in quanto incorpora gli stessi mali comuni delle altre organizzazioni, con l’aggravante di ritenersi immune e pertanto legittimato a denigrare non solo gli avversari ma anche gli alleati politici. Non a caso abbiamo denunciato pubblicamente le gravi irregolarità commesse nella celebrazione del congresso provinciale di Cosenza, quale vicenda pericolosa per la credibilità del partito, in quanto richiamandoci diligentemente ai principi di democrazia e legalità non potevamo consentire che al nostro interno si violassero le regole per la costituzione della classe dirigente. Ma le nostre legittime e riconosciute ragioni sono state ignorate e definite con un deliberato del presidente del partito Antonio Di Pietro in pieno spirito integralista: rigettare o delegittimare ogni posizione non coincidente con la propria. In un tale contesto, comprendo pienamente la decisione di Arlacchi, che a differenza di altri ha una reputazione ed un’onesta intellettuale riconosciuta in ambito internazionale da tutelare, svilirla per un programma politico di incerta identità sarebbe davvero un sacrilegio. Mi auguro che Di Pietro, sappia recuperare la situazione, perché non basta diffondere dai palchi buoni propositi, oppure risultare popolare ed attraente con le battute di spirito, per mietere consensi, l’elettorato esige i risultati dall’azione politica condotta, che oggi sinceramente si fa fatica a comprenderla, per di più con il suo atteggiamento e le sue dichiarazioni sta disincentivando la permanenza nel partito di Pino Arlacchi, una delle maggiori personalità rappresentative a livello internazionale, che ha dimostrato negli anni di aver sempre conseguito eccellenti risultati nell’esercizio delle sue funzioni, dall’antimafia degli anni novanta, all’ONU ed attualmente al Parlamento Europeo. Per questo rimango perplesso sui buoni propositi proclamati dal presidente Di Pietro circa la costituzione di un alternativa di governo, poiché necessita dell’articolazione di proposte, originabili dal concorso di idee esperienze e capacità che dimorano in menti illuminate che il nostro partito dichiara di accogliere ma non sa trattenere.  Per questo spero vivamente che Di Pietro manifesti le sue qualità nel rispetto di tutti quegli italiani che lo hanno reso un protagonista della politica nazionale, affinché agisca concretamente a migliorare la qualità della sua azione politica per scongiurare il realizzarsi di una grande e sicura delusione.