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Cosenza :: Salvatore Magar??, consigliere regionale, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

COSENZA :: 14/04/2009 :: Le “cupole geodetiche”, uno dei pochi orgogli della Cosenza degli anni 80, chiudono i battenti, sepolte dalle speculazioni, dal malgoverno e, tanto per cambiare di questi tempi nella città dei Bruzi, dalla… spazzatura! Sono evidenti le responsabilità, storiche e attuali, dei soggetti pubblici che hanno organizzato la costruzione delle cupole, e che poi hanno nominato i dirigenti dell’Ente Fiera, dalla Provincia di Cosenza alla Regione Calabria.

Ora però è necessario guardare al presente, e in particolare ai destini delle nostre città, del territorio e della popolazione calabrese. C’è l’idea di edificare una zona fieristica a Montalto, e per la cittadina non possiamo che compiacerci, ammirando la lungimiranza dei suoi amministratori che mirano sempre più a caratterizzarla sul piano funzionale. Ma, contemporaneamente, non possiamo non vedere l’ennesimo insuccesso, l’ennesimo passo indietro che viene registrato dalla città capoluogo. Che peraltro va ad aggiungersi a tutti gli altri, a una sequela di smantellamenti, dismissioni di edifici e  funzioni pubbliche, che tutte insieme significano una sostanziale rinuncia al ruolo guida che la città di Cosenza dovrebbe avere nella provincia e non soltanto. Peraltro, quella di città delle fiere e dei mercati è una caratteristica che è proprio nel dna di questa città. Fin dal medioevo Cosenza svolgeva questo ruolo, e già in età federiciana nasceva la fiera di san Giuseppe, che oggi è un evento soltanto folklorico ma allora rappresentava un fatto economico rilevante per tutta la regione. E costantemente dalla Calabria Citra e dalla Calabria Ultra si recavano a Cosenza contadini e borghesi, professionisti e  commercianti: e a Cosenza trovavano l’avanguardia dei mercanti dell’Italia  meridionale, le primizie delle merci, le novità tecniche dell’epoca. Oggi la città delle “confluenze”, al di là di qualche ipermercato uguale a quelli che vi sono in tutte le città, cosa offre sul piano economico e commerciale? Per quale motivo da Corigliano e  da Rossano, da Cariati e da Castrovillari, da Amantea e da Scalea le persone dovrebbero recarsi a Cosenza? Forse per il suo teatro che non riesce più a mettere in piedi una stagione degna di questo nome? Forse per il suo museo dei Bruzi, che resta sulla carta? Il centro fieristico sarebbe di importanza vitale per la città dei Bruzi. Ecco che non ci si può rassegnare a perderlo e basta, non si può rinunciare silenziosamente a quest’altra funzione, perché se si trasformano anche le cupole geodetiche in grande discarica abusiva, alla fine Cosenza muore.