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Orsomarso: l’associazione Orsolab scrive al presidente Occhiuto per chiedere la Guardia Medica.

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ORSOMARSO :: 13/03/2022 :: L’associazione Orsolab torna a proporre interventi per scongiurare l’abbandono e l’isolamento della comunità da servizi essenziali per i cittadini come l’istituzione del sanitario di continuità assistenziale nel territorio. Nella giornata di Ieri, i soci fondatori dell’associazione hanno scritto una nota ufficiale al Presidente della Regione Calabria, nonché Commissario ad Acta della tutela della salute e dei servizi socio assistenziali, On Roberto Occhiuto, per chiedere la Guardia Medica ad Orsomarso. La lettera inviata anche alla dirigenza ASP di Cosenza, dott. Vincenzo Carlo La Regina, insieme al dirigente del settore 5 del dipartimento della Regione Calabria, la dott.ssa Giuseppina Fersini ed al Sindaco di Orsomarso, Alberto Bottone, ha richiesto la necessità di attivare il servizio nel comune montano per colmare il divario di sicurezza sanitaria che la comunità vive ormai da anni. Nella missiva i fondatori di Orsolab hanno evidenziato le distanze chilometriche dagli ospedali che il cittadino dovrebbe affrontare per questioni sanitarie urgenti. Oltre 30 km per il pronto soccorso di Praia a Mare, con più di 45 minuti di percorrenza.

“La Guardia Medica – hanno dichiarato i dirigenti di Orsolab, – è un servizio molto importante per la comunità di Orsomarso e per i turisti che visitano la Valle del Fiume Argentino ed il Borgo. La Presenza di questo servizio garantirebbe un minimo di sicurezza sanitaria nelle ore notturne e nei giorni festivi a tutti i cittadini, specie in caso di necessità. L’assenza, invece, di presidi sanitari sicuri non ci permette di avere una presenza turistica certa, oltre che un minimo di riferimento in caso di emergenza. La richiesta, – hanno concluso i soci di Orsolab,- coinvolge il Sindaco, Alberto Bottone, e quindi l’Amministrazione Comunale tutta, nel chiedere allo stesso Presidente della Regione Occhiuto, come prassi istituzionale, l’attivazione del servizio, anche impegnando spazi e stanze del patrimonio comunale disponibile. Tutto al fine di migliorare, senza sorta di appartenenza e bandiere, le condizioni di vita sociale della comunità, da tempo aggravata da un forte spopolamento”.

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