fbpx

Santa Maria del Cedro (Cs) :: Comitato spontaneo cittadini No Discariche nella Valle Abatemarco.

Valentina Silvestri, portavoce del comitato: i Cittadini delle contrada Pastina propongono la delocalizzazione dell'impianto in un area più consona al servizio.

SANTA MARIA DEL CEDRO :: 18/03/2009 :: La rinomata Valle dell’Abatemarco è sempre stata luogo di vanto per il comune dell’Alto Tirreno Cosentino, Santa Maria del Cedro; fortuna territoriale, apprezzata da studiosi, ambientalisti e turisti.Questa, oggi, si vede minacciata da un grosso problema, quello dei rifiuti, che attualmente ne rappresenta uno dei più drammatici della società e del territorio, e che viene sottolineato se il luogo per il loro trattamento è un’habitat naturale ed agricolo come la stessa Valle Abatemarco.

In effetti, da postazione ottimale, il risultato visivo, è una incantevole prospettiva, caratterizzata in primo, dalle colline e monti che determinano naturalmente la stessa Valle; dallo scorrere pacifico e armonioso dell’omonimo fiume (Abatemarco); dalle colture in genere e dalle grandi cedriere, le quali hanno sempre offerto un tocco di particolarità al panorama del comune in argomento, che infatti porta proprio il nome di Santa Maria del “Cedro”, e che soprattutto si sono sempre rivelate un’ottima risorsa economica annuale, grazie all’acquisto in grandi quantità del pregiato frutto da parte dei Sacerdoti ebrei, che lo utilizzano, per la sua forma a cuore, durante la loro più importante festa religiosa delle “Capanne” che ricade nel mese di settembre. In una tale riserva naturale, la stessa strada, pur se utile per l’accesso a questi luoghi e alle coltivazioni, spicca in modo “negativo” nel paesaggio come opera dell’uomo, resa invece ancor più “adeguata ai tempi attuali”, quando eventualmente, inizieranno a circolarvi grandi e numerosi camion addetti al trasporto dell’immondizia, che dovrebbe essere trattata proprio in prossimità del corso d’acqua. Ecco perché è ormai appurato il malcontento, il disaccordo e la paura dei residenti a causa dell’individuazione, proprio alle porte di questi luoghi, del sito (in una ex cava dismessa), per la realizzazione di un IMPIANTO DI BIOSTABILIZZAZIONE (con annessa buca da 100.000 metri cubi) e perciò di DISCARICA DI SERVIZIO. La spazzatura, diventa ingiustamente ed in modo inappropriato, protagonista della flora e della fauna, pericolo per le acque del fiume (utilizzate per le irrigazioni e come acqua da bere), e per quelle della falda sotterranea (dalla quale attinge acqua potabile l’intero paese), che potrebbe avere parte del suo percorso proprio in prossimità della discarica e dell’impianto. Il fervido opporsi della comunità, è stato sottolineato, oltre che con la realizzazione di manifesti e volantini informativi e gruppi di protesta online, anche durante un recente e molto animato incontro con il sindaco Francesco Maria Fazio. In particolar modo, gli abitanti della poco distante contrada Pastina, fanno emergere la paura per la loro salute e per le loro colture, oltre che un grande rispetto per il territorio, e non vogliono
assolutamente vedere dai loro balconi tale impianto e discarica (della capacità dalle 50.000 alle 300.000 tonnellate di rifiuti l’anno), ma bensì il classico ammirevole paesaggio, reso “storico” dallo spiccare nel verde, del Castello San Michele (in SIC, sito di interesse comunitario), reso notarile a livello nazionale, grazie al progetto Maratonarte (con il proposito di raccogliere fondi per la salvaguardia, il restauro e il recupero di sette opere di grande pregio, tra le quali lo stesso castello normanno, per un badget di 400.000 euro per sette mesi di lavoro).Nonostante tutto, l’ostinazione per la realizzazione dell’impianto e della discarica continua ad essere molto forte; dall’altra parte, il “NO alla discarica nell'Abatemarco” dei cittadini,  che propongono, in modo  “secco e deciso”, fra l'altro,la delocalizzazione in un altra area dell'impianto di trattamento dei rifiuti, nonostante il “SI” della maggioranza meno che uno, dello sconcertante Consiglio Comunale dello scorso due Marzo.

La portavoce del comitato

Valentina Silvestri