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Scalea (Cs) :: Aviosuperficie: la gestione si difende dalle accuse dei giorni scorsi.

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SCALEA :: 13/07/2008 :: Tutti i pareri sono stati ottenuti dall’Ente nazionale per l’Aviazione Civile dall’aviosuperficie di Scalea situata a sud dello sbocco del fiume Lao. Circa due settimane fa l’ingegnere Alberto Ortolani attraverso un’intervista aveva affermato di “essere felice di poter annunciare che da qualche settimana l’Enac ha dato il via libera all’impiego dell’aviosuperficie di Scalea per il trasporto pubblico e per tutte le altre attività legate al trasporto.

Abbiamo dei voli già attivati come trasporto pubblico. Abbiamo effettuato i primi voli su Napoli, qualche volo su Lamezia ed abbiamo fatto anche un volo su Catania ed il primo volo su idrovolante da Taormina a Scalea”. Ortolani responsabile della gestione dell’aviosuperficie di Scalea aggiunge che “l’iniziativa con idrovolanti è fatta in collaborazione con  una società del gruppo che prevede l’impiego degli idrovolanti per raggiungere quelle mete che possono essere isole o porti o località che hanno sbocco sul mare e che sono facilmente raggiungibili con gli idrovolanti e più difficilmente con aeromobili terrestri, l’impiego di idrovolanti permetterebbe di arrivare da Scalea alle isole Eolie. Intanto abbiamo raggiunto il primo obiettivo che era quello di rendere operativa al cento per cento la struttura con il trasporto pubblico, oggi abbiamo il massimo delle autorizzazioni previste che sono il trasporto pubblico, la scuola di volo ed abbiamo attivato quello di idroscalo turistico della Airpolicastro poi abbiamo la base che viene utilizzata per il soccorso del 118 elicottero che è stato autorizzato dall’Enac per un impiego occasionale ma che potrebbe diventare un impiego definitivo ed in più abbiamo tutti i mezzi della protezione civile che possono, per decreto, impiegare l’aviosuoperficie sia per operazioni continue e costanti con rifornimento di carburante e rifornimento ai liquidi estinguenti. Questo è stato il primo obiettivo mentre il secondo obiettivo – conclude Ortolani – è che ci prefiggiamo di strutturare l’aviosuperfice, insieme con Airpolicastro che è il vettore aereo, per un trasporto pubblico di passeggeri e merci e chiaramente fortificare la scuola e anche la formazione aeronautica che è molto importante per offrire un’opportunità ai giovani del luogo”. La struttura rappresenta un volano per l’intero Golfo di Policastro e  potrebbe servire un’area molto vasta che va oltre la fascia tirrenica della provincia cosentina, comprendendo anche aree della confinante Basilicata con la vicina Maratea, il Golfo di Policastro ed anche tutto il lagonegrese.

Emilia Manco

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