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Scalea (Cs) :: La Scossa: L‚Äôarea di Torre Talao sar?† difesa ad oltranza.

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Il sito portuale scelto distruggerebbe le grotte paleolitiche: nell’area c’erano vincoli Ambientali e Storici che non si potevano eludere.

SCALEA :: 30/09/2008 :: La situazione che si sta creando sull’idea progettuale del porto turistico di Torre Talao conferma le preoccupazioni dichiarate in questi giorni alle agenzie di stampa regionali e nazionali: sul sito, è probabile, che l’amministrazione comunale ha ottenuto tutti i permessi, compresi quelli della soprintendenza ai beni culturali e storici ambientali, e quindi, con l’avvio dei lavori di costruzione, verranno eliminate le grotte paleolitiche e sbancati oltre 40 mt di scogli marini. L’assenza della minoranza desta  maggiori ansie ed evidenzia mancanza di un confronto sull’iniziativa.

Il presidente del consiglio comunale,Gennaro Licursi, nel civico consesso di ieri, ha aperto il dibattito  su  ordini del giorno non previsti, dando così voce “solista”ai promotori della mega struttura portuale e ai “tutor” del disordine e dell’immondizia a Scalea. Nella fase di discussione, non solo è stata chiara la parola del Sindaco, ma anche la posizione del dott. Ciancio, unico consigliere comunale di minoranza accorso al dibattimento. Il dott. Ciancio ha confermato un placido appiattimento su un progetto che nel 2000, all’epoca della giunta Pezzotti, venne  ostacolato dalla maggioranza Russo e ridisegnato su una fotocopiatrice, per il semplice gusto, a questo punto bisogna anche dirlo, di andare contro certe personalità del mondo tecnico ed edilizio, colpevoli di essere andati contro all’arte politica del gruppo vincente. La minoranza dietro le quinte, rappresentata virtualmente dal consigliere Ciancio, non ha dimenticato l’ostracismo che si promulgò in quel tempo contro tutto ciò che sapeva di Generale Pezzotti e di fantomatico rinnovamento.  E’ stato evidente, ma non per questo giustificabile: Ciancio mantenendo la posizione riconosciuta degli anni 90, sulla questione porto a Torre Talao, è stato strumentalizzato, a discapito delle sofferenze sopite, per una bandiera che non appartiene al suo rango. Del resto è risaputo ormai: Russo non ha praticamente cambiato niente a Scalea, quello che è stato programmato negli anni  80 e 90 si è consumato, pressoché, nel decennio di governo cittadino venuto per non ritornare indietro, ma che non è nemmeno andato avanti.  Oggi il Sindaco torna sulla questione Porto e brandisce pure la spada contro l’emergenza dei rifiuti e il pericolo che tutta la Calabria scaricherà l’immondizia a Scalea, scordandosi dell’essere egli stesso promotore della discarica e presidente della ditta che raccoglie i rifiuti in città, alla faccia di chi ancora crede che un rappresentante del popolo non può essere proprietario della ditta che gestisce un servizio pubblico, auto-affidandosi incarichi e servizi per il territorio. Fa piacere sentire la voce dell’avvocato Campilongo, nonché vicesindaco con delega alla Pubblica istruzione, alla cultura e al bilancio, refuso perdonando.  Quando parla soprattutto contro gli ambientalisti e ribadisce accuse. Nel suo discorso ha chiaramente dimenticato di mettersi gli occhiali per vedere meglio le condizioni di Scalea, scordandosi egli stesso di essere stato organizzatore della manifestazione  di protesta dei commercianti di Via Lauro del 1999 contro la giunta Pezzotti, colpevole, a quel tempo, di aver chiuso la  strada al traffico e di aver messo il disco orario ai parcheggi. Dopo dieci anni è praticamente accaduta la stessa cosa durante la processione del cero votivo per la madonna del Carmine del 16 Luglio scorso, solo che l’avvocato Campilongo, ora nei panni di chi a quel tempo rappresentava il popolo, non sente più le voci degli stessi commercianti che gridano le stesse parole di allora, affamati da un isola pedonale “privatizzata”. Del resto anche lui, come Mario Russo, è bravo a girare le parole strumentalizzando persone e dichiarazioni, nel tentativo di costruire muraglie di dissenso verso improbabili Partiti del NO ideologico che non esistono. Scalea è una città ricca di discariche, di immondizia,di buche e di antenne telefoniche in terreni di assessori, ma l’avvocato non reputa e non vede che l’ambiente urbano è rovinato, che ogni giorno vengono bruciate discariche nell’hinterland cittadino, e nel suo discorso, essendo delegato alla cultura e quindi un po’ ai beni culturali, ha dimenticato pure che fra le grotte paleolitiche della Torre Talao, fino ad ieri, c’erano quintali di immondizia abbandonata. Lo scempio è l’unica cosa “positiva” che abbiamo offerto alla fotografia del turista che visitava la Torre Talao e non crediamo che l’avvocato non lo sapesse.  Fra l’altro, essendo anche delegato al bilancio cittadino, come  fa a non sapere, per esempio, che l’incubo Cartelle Pazze continua a perseverare nelle tasche e nei pensieri dei cittadini di Scalea. Campilongo non è mai stato chiaro sulla questione “servizio di riscossione tributi” e San Giorgio s.p.a., concessionaria del servizio pubblico di riscossione, quesiti  questi che sono stati posti proprio da  noi  e che non hanno ottenuto risposte.  Nel  dibattito morale ribadito non dovrebbe assumere l’atteggiamento del Salvatore della Patria, perché non gli si addice. Questa “soap opera”è arrivata al termine e non è in grado di far altro che propaganda. La realtà politica è assurda e paradossale e non segue più filoni di buon senso. E’ inutile che personaggi come Russo e Campilongo, inventano colpe che ambientalisti, o altri gruppi politici non hanno. Se il progetto del porto attorno a Torre Talao dovesse saltare, per esempio, è solo perché gli stessi hanno sottovalutato decreti e vincoli ambientali e architettonici che, giustamente, sussistono nell’area per via della presenza delle grotte paleolitiche e perché mancano dati scientifici sull’impatto della struttura nella costa. Noi, comunque, sulla questione non faremo passi indietro e in caso di inizio lavori, senza confronto democratico del progetto di realizzazione e senza possibilità di contradditorio, faremo difesa ad oltranza  con un presidio permanente per difendere le risorse di Scalea dallo sfregio speculativo che ancora si percuote a danno del futuro della città. 

Per l’associazione “La Scossa”

Antonio Pappaterra

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