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Scalea (Cs) :: Tre gioni di protesta della gente.

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SCALEA :: 05/01/2008 :: Continua la veglia del comitato contro l’antenna in località Pantano a Scalea. Siamo ormai al terzo giorno della protesta pacifica messa in atto dalla gente del luogo di fronte al terzo tentativo da parte della ditta Planet di Reggio Calabria di installare il ripetitore di segnale telefonico per conto della casa di telefonia mobile Ericsson. La gente che presidia la zona, riscaldandosi vicino a grossi fuochi tenuti vivi durante tutto l’arco della giornata, non sembra avere nessuna intenzione di abbandonare la propria postazione e più passa il tempo più si rafforza la convinzione al no verso l’antenna grazie anche alla solidarietà che la manifestazione di protesta sta riscuotendo in seno a tutta la cittadinanza.

“Anche se martedì prossimo ci sarà il tavolo di confronto noi da qui non ci muoviamo” ha dichiarato Luisa Di Cristo che nel pomeriggio di ieri è stata ascoltata dal maresciallo Galati della compagnia dei carabinieri di Scalea nell’ambito dell’inchiesta aperta dal pubblico ministero Domenico Fiordalisi. “Alla riunione – ha proseguito la signora Luisa che sarà accompagnata da Palmiro Manco dei Verdi- oltre alle due persone del comitato dovranno poter assistere tutti perché il problema investe tutti”. Manco ha invece sottolineato che dopo questa vicenda “l’amministrazione sta vedendo scendere il suo consenso giorno dopo giorno. Oggi sarà si e no al 5 per cento”. Sulla vicenda sono interventi anche i consiglieri Bergamo, Ciancio, Introini, Bloise, Cozzolino e Ciaccio che hanno espresso piena solidarietà alla gente di Scalea per i modi civili con cui stanno portando avanti una giusta protesta e hanno riformulato la richiesta per la convocazione di un consiglio comunale straordinario, dopo quella inoltrata il 4 luglio scorso, per poter discutere della vicenda. In particolar modo i consiglieri comunali intendono ricevere spiegazioni in merito alle procedure adottate per la revoca del permesso di costruire avanzando inoltre l’ipotesi di “un errore ad hoc nel provvedimento di sospensione messo in atto dal sindaco, per farlo poi annullare dal TAR, come si è verificato,  in modo da poter  accontentare, apparentemente la popolazione, forse temendo un risvolto negativo sul piano elettorale, e nel contempo, nella sostanza, non turbare “gli equilibri” visto anche i soggetti interessati alla installazione dell’impianto”. Gaetano Bruno 

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