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Tortora: Papa, “Su San Sago si intervenga con atti concreti”.

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TORTORA :: 23/12/2021 :: “Sulla riapertura dell’impianto di rifiuti pericolosi di San Sago a ridosso del fiume Noce nel Comune di Tortora se ne sta parlando tanto ma ad oggi necessitano provvedimenti ed atti concreti affinché si ne scongiuri la riapertura”. Lo scrive in una nota Raffaele Papa, Consigliere Comunale a Tortora (Cs). “Manifestazioni come la marcia ed anche lo sciopero della fame messe in campo, seppur lodevoli – scrive ancora – non inibiscono formalmente che ciò accada e la pubblica amministrazione deve necessariamente produrre azioni di contrasto effettive che impediscano agli uffici competenti e responsabili  il rilascio di autorizzazioni difficilmente opponibili e contestabili. Non sappiamo se il ricorso al Tar Basilicata è stato presentato, ma bisogna assolutamente recuperare tempo per evitare che già oggi o domani gli uffici preposti regionali diano il via definitivo ed anche  per questo nei prossimi giorni chiederò formalmente all’Amministrazione Comunale di Tortora di intervenire con urgenza  con la convocazione di un consiglio comunale straordinario affinché si provveda a variare la destinazione urbanistica dell’area in cui sorge l’impianto apponendo specifici vincoli di tutela ambientale con conseguente procedura di esproprio per parco verde e pubblica utilità. Del resto la zona è ampiamente riconosciuta di alto pregio naturalistico con presenza di flora e fauna da tutelare attraverso un progetto di riqualificazione che apponga precisi vincoli di salvaguardia. Tale area, purtroppo, non ha mai avuto una destinazione precisa e puntuale in modo tale da scongiurare distorsioni e abusi, tutti a danno del territorio e della collettività. Questa è l’unica procedura attivabile concretamente, se c’è la volontà politico-amministrativa  di farlo, evitando così di perdere ulteriore tempo in  iniziative che anche se rumorose non sortiscono l’effetto necessario. Tra l’altro lo sciopero della fame in prossimità delle festività natalizie produce scena, ma non blocca l’iter burocratico di una vicenda complessa e problematica che rischia di diventare dolente per tutti. Il detto “fatti e non parole” vale sempre, soprattutto per le Istituzioni”.

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