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Verbicaro :: Presentazione a Milano del volume “La Paura di Verbicaro” di Felice Spingola.

VERBICARO :: 06/11/2013 :: I luttuosi avvenimenti intervenuti a Verbicaro nell’agosto del 1911 quando, a seguito di una grave epidemia di colera, la popolazione si rivoltò alle autorità che l’avevano abbandonata saranno rievocati a Milano giorno 16 cm nel Palazzo Isimbardi (sala Affreschi) della Provincia. L’incontro è organizzato dalla Federazione Italiana Circoli Calabresi, dalla Provincia e da Globe Italia.

L’incontro prevede la presentazione del libro La Paura di Verbicaro, alla sua seconda edizione, con la partecipazione dell’autore Felice Spingola. La rivolta ebbe vasta eco su tutti i giornali nazionali ed internazionali e fece coniare il termine “verbicarismo” (presente nel vocabolario etimologico italiano) ad indicare rivolte di intensa violenza contro le autorità costituite.

Breve sintesi del volume

1. L’epidemia, la rivolta e i festeggiamenti del cinquantesimo dell’Unità d’Italia.

«È una vergogna per l’Italia; procedete con energia e ben inteso vigore – Bisogna dare un esempio all’Italia». Il Ministro della malavita così dava istruzioni telegrafiche, presumibilmente nella notte del 28 agosto al Prefetto di Cosenza che a sua volta rispondeva a Giolitti con questo telegramma: «Istruzioni impartitemi dalla E.V. mi sono riuscite grande conforto anche perché rispondenti ai criteri manifestati ai magistrati di istruzione in partenza per Verbicaro. Mi auguro di poter meritare favorevole giudizio E.V. – Ossequi». Con questo telegramma Giolitti, dimentico di avere contribuito al diffonder ersi del colera con sue precedenti istruzioni – Per ovvie misure prudenziali si raccomanda vivamente a V.S. di curare che nelle comunicazioni, sia per telegramma, sia per telegramma espresso, venga omessa la parola colera -, scatenava la caccia ai rivoltosi di Verbicaro un piccolo Comune dell’entroterra dell’Alto Tirreno Cosentino.
Le morti accuratamente nascoste – a Verbicaro furono, nella sola notte precedente la rivolta,  ??? e in tutta Italia, nel 1911, secondo dati ufficiali dell’allora Ministero della Sanita, sono state calcolate in 15.000 – non dovevano minimante turbare i festeggiamenti del cinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia e soprattutto non incrinare ulteriormente la credibilità dell’avventura di Libia già compromessa per diverse concause.
In Italia l’attenzione dell’opinione pubblica era in quei giorni polarizzata della questione di Tripoli e dai trionfali festeggiamenti nazionalistici per il cinquantesi­mo anniversario dell’unità d’Italia.
La rivolta dei verbicaresi, che coinvolse circa 1200 persone secondo il Prefetto di Cosenza Castrucci, scoppiò la mattina del 27 agosto 1911 e si consumò nell’arco della stessa giornata, ma l’impressione che suscitò nell’opinione pubblica nazionale e mondiale fu tanto grande da occupare le prime pagine dei maggiori giornali: «… una rivolta insana che scosse ed allarmò l’anima italiana, minacciando anche di compromettere all’estero l’onore ed il prestigio nazionale»1.
I1 27 è domenica. Alle ore 9,12 i medici condotti di Verbicaro visto l’inutilità di rivolgersi alle autorità comunali e prefettizie inviavano un telegramma al prof. Brunelli dell’Associazione Nazionale Medici Condotti di Roma. È «un angoscioso grido di dolore», scrive l’”Avanti’ del 31 agosto, che ci fornisce un quadro completo di quello che è l’evolversi della situazione a Verbicaro a pochi minuti dallo scoppio della rivolta: «Qui muoresi colera; tutta popolazione protestando contro scempio che si fa cadaveri che da quattro giorni e più aspettano essere sepolti. Popolazione 5000 abitanti tranquilla addolorata piange terrorizzata otto giorni. Con ufficiale sanitario girasi giorno e notte paese grondante di sangue curare malati confortare afflitti: preti fuggiti tutti, impiegati comunali governativi scappati tutti; non ne possiamo più. Si è telegrafato Prefettura Sottoprefettura dal medico provinciale venuto sul posto per invio medici vigili becchini disinfettanti. Arrivano invece carabinieri delegati P.S. fare processo colera che ha fatto 45 decessi su 72 casi. Prego informare ministero indegno trattamento»2.
I fatti di Verbicaro misero in discussione l’insieme dei poteri costituiti: governo, magistratura, chiesa e l’eco di quando accadde resto vivo per molti anni a venire.
I giornali italiani ed esteri, che riportarono nelle loro prime pagine la cronaca degli avvenimenti, inviarono a Verbicaro i loro migliori corrispondenti per spiegare e capire quando era accaduto: gli storici di tutte le correnti, anche i più avveduti, impossibilitati ad incasellare nei loro schemi tradizionali i fatti accaduti a Verbicaro, cancellarono semplicemente dai loro testi la rivolta, salvo coniare due termini – verbicarismo3 e verbicarizzare – per definire “primitività di istinti e di cultura¸ stato di arretratezza” della popolazione di Verbicaro, del Mezzogiorno e forse di ogni altra che osa ribellarsi all’autorità costituita.