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Dalla Trincea :: Cenere e carbone per tutti.

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di Francesco Cirillo
 
DALLA TRINCEA :: 25/12/2009 :: E’ stata una serata diversa quella di ieri sera. Improvvisamente si è presentato in trincea Babbo Natale. Si proprio lui. I soliti quattro amici che eravamo pronti a mangiare i nostri panini vegetariani , come nostro cenone, siamo davvero rimasti senza parole quando dalla porticina di legno che dà accesso alla nostra trincea abbiamo visto la sagoma di un uomo molto grosso vestito di rosso e con una grossa gerla sulle spalle.

Lui capelli bianchi lunghi ed una enorme barba bianca, si è subito presentato a noi tendendoci la sua grossa mano. Ci siamo subito alzati facendo spazio alla sua grossa mole invitandolo in mezzo a noi. Babbo Natale è di poche parole. Ci dice subito di essere molto arrabbiato e di essere passato da me  solo per ringraziarmi delle cose che scrivo. Lui, mi dice , di leggere tutto. Conosce le mie idee ed è pienamente d’accordo su come le scrivo e di come descrivo i fatti. Sa della jolly Rosso, dei tumori, delle navi , del pentito, delle sofferenze degli operai della Marlane, delle scorie a Cassano e Crotone. Sa della morte di Nisticò sul palco a Villa contro il ponte. Conosce tutto e tutti Resterebbe con me in trincea, ma purtroppo il suo lavoro è troppo complicato e non può lasciarlo fare a nessuno. E poi i bambini lo aspettano ogni anno. Non può deluderli, dice. Sono la nostra unica speranza. Se loro crescono bene, se non perdono la loro innocenza forse in futuro qualcosa potrebbe cambiare. Poi mi fa vedere i sacchetti che ha preparato per molti sindaci calabresi. Sacchetti neri come quelli della spazzatura. Tutti stracolmi di cenere e carbone. Mi ha detto che parecchi sindaci lo troveranno sotto il letto, o davanti ai loro caminetti. Sono curioso di vederne qualcuno. Ne tira fuori qualcuno, quelli più in alto. Uno è per i sindaci vecchi e nuovi di Praia a Mare, per gli operai della Marlane. Un altro è per il sindaco di Cetraro per aver abboccato sulla favoletta della nave Catania. Un altro ancora è per i sindaci di Crotone e di Cassano per i veleni sotterrati provenienti dalla Pertusola. E poi di seguito tutti quegli altri sindaci che non hanno mai mosso un solo dito per la difesa della salute nei propri territori, lasciando morire ed ammalarsi di tumore i propri concittadini. Una gerla pesante. Più pesante di quella per i bambini, piena di sogni, utopie, speranze, giochi, fortune. Lo aiuto a ricaricare tutto sulla sua  slitta trainata da 12 renne. Ci abbracciamo nella speranza di rincontrarci l’anno prossimo fuori da questa trincea, ma lui stesso mi fa cenno con la testa che sarà poco probabile. Non finirà tanto presto a consegnare  ai sindaci tutta la cenere e carbone, e poi ci sono i politici ancora, poi tutti gli amministratori, e poi ancora tutti i candidati alle prossime regionali. Una lista infinita che mi lascia poche speranze. I quattro amici , dopo la sua partenza, ritorniamo a sederci attorno al nostro fuocherello, per finirci il nostro misero panino vegetariano illuminati dalla luce rossa del fuoco e guardando di tanto in tanto le stelle.

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