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Diamante (Cs) :: Bilancio di un anno di amministrazione vergognosa: Sindaco, dimettiti!

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DIAMANTE :: 03/08/2008 :: Ripercorrendo le tappe salienti dell’operato amministrativo, un’analisi articolata e obiettiva che sia scevra da condizionamenti di sorta, non può prescindere dall’evidenziare, innanzitutto, le  numerose illegalità perpetrate da un’amministrazione che, in campagna elettorale, della legalità ne ha fatto il proprio baluardo. In realtà, la maggioranza, sin dal suo insediamento, ha mostrato un mirabile esempio di regime maldestramente celato dietro le apparenti spoglie di una democrazia che, del suo significato più autentico, veniva mortificata e svilita dall’arroganza di logiche dittatoriali.

Già il primo approccio della maggioranza con l’opposizione non è stato dei più felici. Infatti, all’interno del Municipio, non è stato concesso, ai consiglieri di minoranza, il minimo spazio fisico: stanza, tavolino o semplice sedia, necessari ai consiglieri medesimi, quantomeno, per consultare ed esaminare, quotidianamente, gli atti amministrativi. Eppure la minoranza rappresenta, complessivamente, il 51,25% dei votanti! Non è stata costituita una sola commissione consiliare prevista dal vigente statuto comunale nonostante le reiterate sollecitazioni, in tal senso, da parte dell’opposizione. Le minoranze, dopo ben tre consigli comunali, sono riuscite, nel novembre 2007, a ottenere la costituzione di una commissione speciale per redigere un progetto di “Democrazia Partecipata” e per istituire la figura del Difensore Civico previsto dallo Statuto Comunale e, quindi, obbligatorio per legge. La commissione è stata convocata una sola volta e la riunione è andata deserta. Più volte si è dovuti ricorrere al Prefetto per il rispetto del diritto di convocazione dei consigli comunali e per ottenere risposta alle interrogazioni consiliari. Le ultime quattro interrogazioni presentate, dall’opposizione, tra il 3 e il 5 marzo scorso, dopo oltre 140 giorni (i termini stabiliti dalla legge sono solo 30) attendono ancora risposta.  Quasi mai sono stati rispettati i tempi di convocazione dei consigli comunali, impedendo, di fatto, ai consiglieri di prepararsi adeguatamente per la previa consultazione degli atti relativi all’ordine del giorno. Per paura della contrapposizione dialettica con l’opposizione, la maggioranza si è trincerata in se stessa evitando, quanto più possibile, il coinvolgimento della popolazione nella vita amministrativa. Così, mentre nei primi mesi si esponevano nelle bacheche del paese e in alcuni negozi, gli ordini del giorno dei consigli comunali, ultimamente è capitato, per ben due volte, che l’avviso di convocazione del consiglio comunale recante l’ordine del giorno, non fosse esposto neanche all’albo pretorio (affissione obbligatoria per legge). Mentre all’inizio si era stipulata una convenzione (di circa 6.000,00 euro/l’anno) con la locale emittente “TELE DIAMANTE” con l’intento primario di riprendere tutti i consigli comunali e, poi, eventualmente, le altre manifestazioni filo amministrative, in modo da rendere un servizio di trasparenza e di informazione a tutta la cittadinanza, si è passati, dapprima ad evitare la ripresa di consigli comunali prevedibilmente “pericolosi”, per giungere all’attuale illecito divieto di ripresa di qualsiasi consiglio comunale; tuttavia, con i soldi di tutti, si  fanno riprendere le sole manifestazioni scelte dagli amministratori. Oggi, i pochi consigli comunali indetti dalla maggioranza, per rispettare scadenze e/o obblighi predeterminati, vengono quasi sempre indetti in sessione straordinaria urgente, senza alcun preventivo accordo con i capigruppo consiliari e, caso strano, si svolgono di sabato mattina, per scoraggiare il maggior numero di cittadini. Gli esempi che mostrano come questa amministrazione sia formalmente e sostanzialmente  la più antidemocratica che Diamante abbia conosciuto, sarebbero ancora tantissimi, ma per ovvie ragioni di sintesi ed economicità, ne citiamo alcuni dei più significativi. In palese violazione dell’art. 42 del DLgs 267/2000 che stabilisce le competenze del Consiglio Comunale quale massimo organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo, le più importanti decisioni degli ultimi quattro mesi sono state, illegalmente, assunte dal Sindaco e dalla Giunta, con l’imprimatur del Segretario, senza passare dal Consiglio Comunale e, quindi, senza acquisire l’obbligatoria linea d’indirizzo. Questo gravissimo comportamento si è perpetrato, ad esempio: per la stesura del Nuovo Regolamento Comunale;  per l’Ordinamento degli Uffici e dei Servizi;  per la scelta di Gestione delle aree pubbliche destinate a posteggio auto; per la scelta di Gestione Teatro Comunale dei Ruderi; per gli affidamenti degli incarichi professionali, ecc. Oltre a quelli già sopra citati, sono veramente tantissimi gli atti amministrativi illegittimi compiuti da quest’amministrazione, oltre 30 (di cui 20 nel 2007) le delibere illegittime, per lo più per incompetenza per materia e per numerose violazioni di legge; oltre 6 le Determine dirigenziali autoannullate; per ben due volte concorsi banditi dai dirigenti di settore sono  stati autoannullati. Omessa e/o errata notifica degli avvisi di convocazione di tre consigli comunali.  Pende presso la Procura della Repubblica di Paola un esposto della minoranza per falso in atto pubblico con contestuale querela nei confronti del Sindaco. Completamente assente, la maggioranza ha cercato di nascondere la sua  incapacità di programmare un valido intervento di pianificazione territoriale e di difesa del suolo, cercando di affrontare, in maniera del tutto inadeguata, due delle tante emergenze urbanistiche: LARGO SAVONAROLA E LOTTIZZAZIONE PINA PIN, nate nel 2000 e 2001, sotto amministrazioni in cui, a vario titolo, erano presenti  ben 5 consiglieri di maggioranza e l’attuale Sindaco, per le quali sono stati già spesi oltre 35.000,00 euro senza aver risolto nulla, solo oggi assurgono agli onori della cronaca. NON SI PARLA PIÙ DEL “PALESTRONE” DI CIRELLA, si continuano a chiudere gli occhi sulle violazioni urbanistiche degli amici e si cerca di bypassare il consiglio comunale per situazioni critiche. Nello scorso mese di novembre, la maggioranza aveva cercato di affidare, con delibera di Giunta, l’incarico della redazione del Piano Strutturale Comunale e del Regolamento Edilizio Urbano all’architetto Martorelli ma, a seguito della nostra immediata richiesta di annullamento della delibera in oggetto per palese violazione di legge, la maggioranza medesima ha dovuto abbandonare l’idea. Mostrando l’assoluta incompetenza in materia, il Sindaco ha assunto a tempo determinato fino al 31/12/2008 con incarico di fiducia (art. 110) un ingegnere che ha, dapprima nominato responsabile di un settore dei Lavori Pubblici, per poi affidargli, con Delibera di Giunta, l’incarico di redigere il PSC e il REU affiancandogli, in una sorta di Ufficio di Piano,  il Responsabile dell’Ufficio Urbanistica. Il tutto senza passare, come al solito, dal Consiglio Comunale, unico organo deputato a dare linea d’indirizzo e a stanziare l’importo necessario da inserire in bilancio. Ed ancora, basti pensare al RECENTE SEQUES
TRO DELLA PIAZZA  S. MARIA DEI FIORI, cuore pulsante della splendida Cirella, al problema dell’inquinamento, della viabilità, dei parcheggi e, più in generale, alla caotica gestione della macchina amministrativa, consequenziale all’assenza di una razionale e anticipata programmazione, per comprendere, solo in parte, il dato intelligibile di una originaria disfunzione, sintomatica di totale incuria e inadeguatezza amministrativa da parte di personaggi abili solo ad accaparrare consensi elettorali ma, nel contempo, totalmente  incapaci  di gestire la cosa pubblica.
Un’amministrazione, quindi, incapace di risolvere i problemi della gente, per il semplice fatto che il SINDACO RISULTA SEMPRE PIÙ UNA FIGURA MERAMENTE VIRTUALE incapace di assumere decisioni serie per il bene della collettività, impegnato soltanto nello sperpero di pubblico denaro per l’organizzazione di inutili convegni dalle tematiche ovvie e velleitarie, nonché in fastose cerimonie di partito. IN REALTÀ IL VERO SINDACO, BARONE DELLA POLITICA, È COLUI IL QUALE, AVENDO DETERMINATO L’ESITO DELLA RECENTE CAMPAGNA ELETTORALE, STA DETERMINANDO LE SORTI DI UN PAESE ORMAI ALLO SFACELO TOTALE E SEMPRE PIÙ IN BALIA DI SE STESSO. Più volte il Risveglio ha adombrato lo spettro del voto di scambio, frutto di quella sub-cultura mafiosa che determina un preordinato immobilismo finalizzato a perpetrare quel bisogno dove meglio attecchisce il consenso elettorale. Per non dimenticare, poi, il vergognoso e deprecabile approccio della maggioranza per quanto concerne la situazione dei precari. Il Risveglio, è bene ribadirlo con fermezza, ha cercato di affrontare questo annoso problema, con senso di responsabilità e di Giustizia, per far emergere, sostanzialmente, la verità vera nascosta dalla maggioranza con grande disagio ed imbarazzo, al punto da disertare, per ben due volte, con preordinata viltà dettata dalla paura del confronto dialettico con l’opposizione, i consigli comunali fissati dalla stessa maggioranza per discutere questo delicato problema: IN REALTÀ, IL SINDACO, ANCORA UNA VOLTA, IMPOTENTE DI ASSUMERE DECISIONI PROPRIE ED IMPOSSIBILITATO A RIVENDICARE UN MINIMO DI AUTOREVOLEZZA, HA DOVUTO SUBIRE GLI ORDINI DEL VERO SINDACO ACCETTANDO L’EPURAZIONE DI QUINDICI LAVORATORI PRECARI, DETTATA DALLA LOGICA DELLA DEPLOREVOLE VENDETTA POST- ELETTORALE. E questa è l’amministrazione di centrosinistra, da sempre attenta al problema del lavoro e alla tutela dei meno abbienti! TUTTE QUESTE SITUAZIONI, HANNO DETERMINATO, ALTRESÌ, L’ESODO DI SEI SEGRETARI COMUNALI (COMPRESO L’ATTUALE CHE DOVREBBE ANDAR VIA A BREVE), i quali non avrebbero potuto avallare una perdurante situazione di illegalità rischiando, personalmente, conseguenze sul piano giudiziario. IL SINDACO HA DIMOSTRATO LA SUA ABILITÀ SOLO NEL FARE FIGURACCE. COME LO SCIOPERO DELLA FAME PER LA “QUESTIONE PORTO”. UNO SCIOPERO FARSA DA PARTE DEL PRIMO CITTADINO INCAPACE DI ASSUMERSI PRECISE RESPONSABILITÀ E CHE CONTINUA A RAGGIRARE L’INTERA POPOLAZIONE PUR DI ACCAPARRARE CONSENSI IN VISTA DEI SUOI PERMANENTI IMPEGNI ELETTORALI. Risulta strano e contraddittorio che un sindaco di centrosinistra,  consigliere provinciale di centrosinistra, peraltro appartenente alla stessa corrente politica di LOIERO, che durante la campagna elettorale si è servito del Presidente della Provincia, dell’ex Presidente della Regione e di altri potenti personaggi, in grado di stravolgere la libera espressione della volontà popolare democratica, debba ricorrere ad un risibile sciopero della fame pur di ottenere un incontro, con la Regione, sulla questione porto. Due le consequenziali considerazioni del caso: o trattasi di una farsa, improvvidamente architettata, soprattutto in considerazione del fatto che il sindaco, in quel periodo, non ci era sembrato affatto sciupato visto che di giorno proclamava lo sciopero della fame e la sera veniva notato a cena nei migliori ristoranti della zona; o lo stesso è assolutamente incapace di ottenere una valida interlocuzione politica con i predetti soggetti. In entrambe le ipotesi, trattasi di comportamenti gravemente censurabili sul piano politico, poiché il sindaco e la sua amministrazione non hanno assunto una precisa posizione sulla vicenda porto. IL RISVEGLIO, INVECE, A DIFFERENZA DEL PRIMO CITTADINO, HA PRESO, DA SUBITO, PRECISE POSIZIONI  A FAVORE DEL “PORTO SANTORO”, AL MOMENTO L’UNICO REALIZZABILE, NELLA CONSAPEVOLEZZA DELL’IMPORTANZA, PER UN AMMINISTRATORE, DI DOVER ASSUMERE SCELTE, A VOLTE SCOMODE E IMPOPOLARI,  MA NECESSARIE, COME LA REALIZZAZIONE DEL PORTO che potrebbe, finalmente, contribuire alla vera svolta di un paese guida come Diamante: sia in termini di immagine e di qualità di offerta turistica, sia in termini di effettiva e seria risposta occupazionale. E, DA ULTIMO, DI FRONTE ALLA PROSPETTATA CHIUSURA DEI REPARTI DI PEDIATRIA E GINECOLOGIA DELL’OSPEDALE DI PRAIA A MARE, LA DOVEROSA E RESPONSABILE MOBILITAZIONE DEI SINDACI DELL’ALTO TIRRENO PER STIGMATIZZARE UNA SITUAZIONE DI INUSITATA GRAVITÀ, HA REGISTRATO L’ILLUSTRE ASSENZA DEL NOSTRO PRIMO CITTADINO, NONCHÉ CONSIGLIERE PROVINCIALE CHE, IN TAL SENSO, È IMPEGNATO A PROFONDERE IL PROPRIO IMPEGNO ALTROVE MA, DI CERTO, NON NELLA SANITÀ PUBBLICA. Orbene, alla luce del catastrofico fallimento di questa amministrazione, sistematicamente e puntualmente denunciato dalla nostra vigile e critica opposizione, riteniamo che il paese abbia bisogno, ora più che mai, di amministratori seri e competenti che abbiano a cuore, esclusivamente, le esigenze primarie di una popolazione, ancora una volta abbandonata, inesorabilmente, al proprio destino. CARO SINDACO, NOI SAPPIAMO BENISSIMO CHE IN QUESTA SITUAZIONE ANCHE TU CI STAI MALE. PERTANTO, SE VERAMENTE VUOI BENE AL TUO PAESE, DIMOSTRA ALMENO UNA VOLTA DI AVER CORAGGIO: DIMETTITI!
  

Fabio Cavalcanti e Francesco Liserre del Gruppo Consiliare d’Opposizione “IL RISVEGLIO”

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