Questore, “Strage dei braccianti ad Amendolara un atto di crudeltà inenarrabile”.

COSENZA :: 03/06/2026 :: “L’evento è stato di una crudeltà inenarrabile, un fatto di assolutamente disumano. Il fatto di aver dato una risposta in poco più di tre ore significa che eravamo presenti sul territorio e che, soprattutto, siamo riusciti non solo ad identificare gli indagati, anche grazie ai filmati, ma a rintracciarli nelle loro abitazioni e ad assicurarli alla giustizia”. A dirlo il questore di Cosenza, Antonio Borelli, incontrando i giornalisti insieme al procuratore di Castrovillari Alessandro D’Alessio. “Questa – ha aggiunto – è una soddisfazione davanti a una tristezza incredibile. Perché quei quattro ragazzi, per come sono morti, hanno creato in noi un vero e proprio shock. I due fermati sono in Italia da diversi anni, uno dal 2018 e l’altro dal 2022”. Il capo della Squadra mobile di Cosenza, Gianni Albano, ha poi ricostruito i Non passaggi dell’indagine escludendo che vi siano elementi di altri complici. “Abbiamo iniziato – ha detto – dalle immagini del sistema di video sorveglianza con la collaborazione del gestore e titolare della pompa di benzina. Abbiamo verificato che c’era una macchina che si era fermata poi raggiunta da un’altra utilitaria dalla quale è scesa una persona che si è presentata agli altri. Questo era un carabiniere forestale che ha notato due persone avanti e cinque dietro che si era avvicinato dopo avere notato che dalla vettura venivano gettati dei sacchetti per strada. Poi si verifica quello che si vede nelle immagini”. “Uno degli indagati – ha raccontato Albano – rompe una maniglia dell’auto dall’interno e questo fa sì che non si apra. Il conducente scende e apre il cofano. Non è chiaro se la benzina fosse già all’interno dell’auto o l’ha messa dal distributore. L’altro prima di scendere rompe la maniglia per evitare l’apertura delle porte. Le vittime cercano di uscire davanti ma non riescono. L’unico che si salva ci riesce perché scende dal cofano e scappa”. “Non abbiamo elementi – ha aggiunto – di altri complici e riteniamo che l’omicidio fosse premeditato”.