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Reggio Calabria :: Le ruspe del comune ancora all’ex caserma Cantaffio.

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REGGIO CALABRIA :: 24/08/2007 :: Altri cinque nuclei familiari rom, tra cui un abusivo, hanno abbandonato il 23 Agosto 2007 le vecchie baracche poste all’interno dell’ex caserma Cantaffio. Il 24 Agosto le ultime tre famiglie, così come d’accordo, dovrebbero andare via ed il ghetto del 208 sarà quindi disabitato. Le ruspe del comune hanno lavorato all’interno dell’ex caserma abbattendo sia le baracche fatiscenti lasciate libere dai nomadi sia l’ala a sud del portale principale del 208. Il Sindaco Giuseppe Scopelliti si è recato nuovamente a controllare l’andamento dei lavori.

Il primo cittadino segue, in ogni caso, costantemente la vicenda attraverso i proprio assessori al ramo e tenendosi in contatto con il dirigente della polizia di stato che sovrintende le operazioni ed il comandante della polizia municipale Alfredo Priolo. “La capacità di dialogo tra le istituzioni e l’unità della città ha consentito il raggiungimento di un risultato eccezionale – ha aggiunto il primo cittadino. Questa sarà una vittoria di tutti, una vittoria che apparterrà alla nostra comunità. Anche ieri all’interno del ghetto si respirava aria di soddisfazione tra noi amministratori, le encomiabili forze dell’ordine, i rom e l’opera nomadi; attori importanti per la riuscita dell’operazione “Rom delocation”, tanto quanto il personale dell’amministrazione comunale, tecnico e dei servizi sociali e gli instancabili operatori del 118 e dell’enel, sempre pronti per qualsiasi evenienza. I lavori procedono senza intoppi – ha aggiunto il primo cittadino – segno che tutti stanno rispettando gli accordi raggiunti. Dialogo, pazienza e capacità di ascolto sono state le chiavi fondamentali, soprattutto nei momenti delicati. Procediamo con ordine nonostante i nomadi abbiamo difficoltà a distaccarsi da quella che per vari decenni è stata la propria abitazione, comprensibile, forse, dal punto di vista umano, non da quello igienico. La ditta che si sta occupando del trasloco ha effettuato con pazienza numerosi viaggi per trasportare con attenzione mobili e quant’altro presente all’interno delle baracche. Sono convinto anche io – ha sottolineato Priolo – che dialogo e pazienza sono serviti a far capire alla comunità rom il progetto del comune che è stato condiviso ed apprezzato”.

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