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Reggio Calabria :: Oggi: apre il Museo della 'ndrangheta.

REGGIO CALABRIA :: 01/11/2009 :: Oggi alle 11 si inaugura il Museo della Ndrangheta di Reggio Calabria (località Croce Valanidi a poca distanza dall’aeroporto calabrese). Una villa a tre piani di 200 metri quadrati ciascuno, confiscata alla criminalità organizzata e ristrutturata nel 2006 con la somma di 125 mila euro, è stata trasformata in un museo aperto alla città, ai visitatori di tutto il mondo e agli studenti e ai ricercatori interessati a portare avanti un lavoro di approfondimento sul tema della ndrangheta e della criminalità organizzata.

Nella giornata di inaugurazione, oggi martedì 1 dicembre 2009, sono previsti due appuntamenti. E la partecipazione di 150 alunni delle scuole della provincia di Reggio Calabria che stanno seguendo il progetto “Arcipelago della memoria” che rientra nelle attività del Museodella Ndrangheta. Alle 11, dopo l’apertura ufficiale del Museo, si potrà visitare la mostra fotografica dal titolo “Silenzio e memoria” a cura di Adriana Sapone, che illustrerà il fenomeno della ndrangheta all’interno della struttura museale. Le fotografie, a colori e in bianco e nero, ricostruiscono la cruda cronaca della guerra di mafia, gli omicidi più efferati e l’opprimente silenzio della gente e delle città. Tutte istantanee scandite da corpi che giacciono sotto lenzuoli bianchi, da curiosi di passaggio e da manette e indagini e sguardi. Ancora le segnaletiche dei boss e gli arresti delle “primule rosse” e i ritagli dei giornali dell’epoca. Dal luogo dell’omicidio del giudice Antonino Scopelliti, si passerà ai grandi processi di mafia, che nei primi anni Novanta hanno visto sfilare nella città dello Stretto, personaggi come Totò Riina, Bernardo Brusca, Pippo Calò e Nitto Santapaola. Il percorso fotografico racconterà anche la speranza della società civile e in modo particolare dei giovani. E gli uomini e donne dell’antimafia che hanno cercato do costruire una storia di riscatto. Nel pomeriggio, alle 17, nella sede della Provincia di Reggio Calabria in piazza Italia, sarà presentato il libro “Il cappio” di Enrico Bellavia e Maurizio de Lucia (edizioni Bur) che analizza il fenomeno del pizzo. «È la più antica attività della mafia – si legge nella quarta di copertina – Il ponte privilegiato con l’economia legale e la politica, un sistema basato su un’eccezionale organizzazione sul territorio: è il racket. Non c’è Cosa Nostra senza pizzo, la mafia costruisce sulla paura il bisogno di sicurezza che si prepara a soddisfare. Maurizio de Lucia, il magistrato che più di ogni altro ha indagato il fenomeno, insieme con Enrico Bellavia, giornalista che vive e lavora a Palermo, ci svela le strutture gerarchiche, il linguaggio e le prassi di un sistema delinquenziale di impressionante complessità; ma racconta anche i segnali di rivolta che arrivano dalla Sicilia, da Palermo, a dimostrazione del fatto che la lotta al racket può cominciare solo da lì, dalla terra in cui la mafia affonda le proprie radici e continua a esercitare quasi incontrastata il proprio potere».

Introdurranno la presentazione del libro: Giuseppe Pignatone (Procuratore Capo di Reggio Calabria), Attilio Tucci (Assessore alle Politiche sociali della Provincia di Reggio Calabria), Fulvio Librandi (Università della Calabria) e Claudio La Camera (coordinatore Museo della Ndrangheta).

L’inaugurazione della sede del Museo della Ndrangheta segna un momento importante di un percorso cominciato ormai più di due anni grazie al finanziamento del progetto da parte della Provincia di Reggio Calabria e alle sinergie delle istituzioni locali (Prefettura, Comune, Regione e Università). L’idea dell’antropologo Fulvio Librandi di tracciare un percorso storico e antropologico della realtà ndranghetista è stata portata avanti da un comitato scientifico diretto dall’antropologo Luigi Maria Lombardi
Satriani. Parallelamente al reperimento del materiale fotografico e documentaristico sulla ndrangheta, è stata avviata una ricerca sul campo. Punto di forza del progetto del Museo della Ndrangheta è stato da subito il lavoro con i ragazzi delle scuole calabresi confluito nella pubblicazione del primo volume della collana “A mani libere”, presentato quest’anno al Quirinale in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico.

Ed è in corso, sempre all’interno delle attività del Museo della Ndrangheta, il progetto “Arcipelago della Memoria”, approvato nell’ambito dell’avviso pubblico Azione ProvincEgiovani, promosso dal Ministero della Gioventù e dall’Upi e cofinanziato dalle province di Reggio Calabria, Messina e Vibo Valentia. Il progetto che porterà alla realizzazione del secondo volume di “A mani libere”, di un Festival della legalità, all’istituzione di tre borse di studio per giovani studenti universitari finalizzate all’approfondimento dell’economia del crimine organizzato e all’individuazione di tre punti di musealità diffusa (edifici abbandonati, piazze, ruderi) da trasformare in monumenti di memoria alle vittime della mafia attraverso il rifacimento delle facciate con la tecnica del Trompe l’oeil, coinvolge undici scuole fra le province di Reggio Calabria, Messina, Vibo Valentia e Palermo. Il progetto del Museo della Ndragheta, inoltre, è stato presentato in conferenze europee in cui è stato siglato anche un protocollo di intesa con il “Centro per cultura democratica” di Berlino per lo svolgimento congiunto di attività di ricerca e di studio sull’educazione civica dei giovani partendo dal patrimonio attuale delle rispettive conoscenze.