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Scalea (Cs) :: Lettera aperta al Sindaco e al presidente del Consiglio del Comune di Scalea.

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SCALEA :: 12/05/2008 :: Nel mese di Gennaio 2008, a seguito della mobilitazione e del presidio permanente costituitosi nei pressi della località Pantano e Impresa, promosso dal comitato contro l’antenna HG3, detto dell’Impresa –Liceo, e della conseguente azione deliberativa condotta dall’amministrazione comunale per ottemperare alle richieste stesse del comitato, che determinava, prima di ogni cosa, la volontà politica di non permettere la costruzione dell’impianto per la telefonia mobile nelle vicinanze delle abitazioni della contrada e nei pressi, fra l’altro, del Liceo Scientifico, definito anche sito sensibile.

L’amministrazione comunale di Scalea, il presidente del consiglio comunale, Gennaro Licursi, sentita la necessità di avviare un dibattito propositivo sulla questione delle antenne di telefonia mobile nel territorio di Scalea, sempre nello stesso mese di Gennaio, convocò un consiglio comunale aperto per discutere della situazione suscitata dalla protesta e per avviare un sano confronto democratico sulla questione relative alle antenne di telefonia mobile nel territorio e i rischi sulla salute dei cittadini. Il dibattito, avvenuto con la partecipazione diretta dei cittadini e delle associazioni, all’interno del civico consesso, portò alla definizione di un documento d’appoggio della deliberazione  prodotta nello stesso mese e avviata dall’amministrazione comunale e dal direttore generale del comune, Ciro Alifuoco, contraria all’istallazione dell’antenna HG3 nella contrada Impresa. Tale deliberazione attualmente è in “attesa di discussione” al TAR di Catanzaro, per ricorso della ditta costruttrice dell’antenna, La pianet s.r.l. di Reggio Calabria e il 23 maggio il tribunale emetterà sentenza definitiva sul caso. Da quanto  si evince, ancora non è dato saper l’esito della sentenza che sembra, stando alle dichiarazioni e alle istanze prodotte e inviate  dalla stessa ditta costruttrice agli uffici tecnici di competenza e sulla quale sono già state date autorizzazioni e nulla osta, si preannuncia favorevole alla costruzione dell’antenna dell’HG3 sul sito, dove, probabilmente, vi sarà ancora protesta e comunque il ritorno al presidio permanente della zona. Durante il dibattito, avvenuto nel consiglio aperto di Gennaio, sono state fatte diverse proposte  per contribuire alla stesura e la realizzazione del Piano di localizzazione delle Antenne  di telefonia mobile del territorio di Scalea, dispositivo sul quale il consiglio comunale aveva deliberato nel mese di Ottobre 2007, lasciando aperte le possibilità di un integrazione della proposta deliberativa, così come richiesto dal comitato contro l’antenna e dai Verdi di Scalea. Per definire in meglio le regole d’istallazione degli impianti elettromagnetici, per arginare l’invasione selvaggia degli impianti nel territorio e per tutelare la salute dei cittadini, la proposta  dell’associazione “La Scossa” relazionata e depositata  in consiglio comunale, sembra non sia stata ancora valutata. Oltre alla proposta dell’associazione che rappresento, fra l’altro, c’era quella del consigliere di minoranza, l’avv. Giorgio Cozzolino, relativa sempre alla costruzione degli impianti elettromagnetici  nei pressi delle abitazioni. E’ giusto che Vi richieda di sapere, pubblicamente, l’esito dei lavori deliberativi riguardante le proposte fatte e da integrare sul Piano di localizzazione delle antenne e degli impianti elettromagnetici nel territorio di Scalea. La proposta dell’associazione La Scossa si esplicava e puntava all’integrazione di un deliberato che sancisse, definitivamente, la costruzione di pali e di antenne della telefonia mobile solo  ed esclusivamente in proprietà comunali, lontano da punti sensibili. In modo tale da garantire l’uso pubblico dei proventi derivanti dal fitto dei terreni, sulla quale  le ditte di telefonia mobile costruiscono gli impianti,  al comune di Scalea e non ai privati che si contengono, con metodi non trasparenti,  il mercato delle rendite relative all’istallazione delle antenne in zone di densità abitativa elevata, aumentando di conseguenza, i rischi per la salute e l’incolumità pubblica. Le antenne  di telefonia mobile future, poste in proprietà comunali, andrebbero così ad azionare un cespite  economico d’entrata congruo alla realizzazione di progetti sociali, più vicino alla cittadinanza e meno agli interessi di pochi privilegiati.  Ma tutt’oggi non ho visto nessun  intervento  risolutivo sulla questione.
Sicuro di una proficua risposta Vi saluto.

Il presidente dell’associazione “La Scossa” Antonio Pappaterra

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