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Dalla Trincea :: La normalizzazione.

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di Francesco Cirillo

DALLA TRINCEA :: 27/11/2009 :: Dopo ogni rivoluzione che si rispetti, c’è sempre una restaurazione. La rivoluzione c’è stata in Calabria. Una protesta lenta, quasi silenziosa all’inizio, che si è alzata poco alla volta. Che è partita da Praia a Mare, è passata da Cassano, poi è scesa per Crotone ed è approdata ad Amantea con 35 mila persone in piazza nonostante una tempesta d’acqua violentissima che è durata per tutta la mattinata.

La protesta ha portato la gente a parlare finalmente davanti i microfoni delle radio e le Tv. A parlare senza paura di nessuno. Del potere politico come di quello della ‘ndrangheta. La gente, quella semplice, non quella organizzata dai centri sociali o dai partiti antagonisti, ha dimostrato che al momento giusto ha coraggio e non teme nessuno. Ma la restaurazione, la normalizzazione arriva anch’essa lenta. Ha delle tecniche consolidate oramai. Tecniche che partono da lontano. Dalla Rivoluzione francese, passando per quella partenopea, ed infine alla resistenza italiana. Una normalizzazione necessaria al potere quasi quanto la stessa protesta. Il potere politico non vuole che una rivoluzione duri troppo. E’ capace di sfilarci anche a fianco. Purchè poi si ritorni tutti a casa insieme e ci si sieda a mangiare allo stesso tavolo. Semai a mangiare pesce fritto di Cetraro. Ora è calma piatta. Tutti sono silenziosi. I sindaci in primis. Nessuna dichiarazione alla stampa, nessuna intervista. Tutto  ora deve proseguire come prima. Il peggio è passato. Le navi dei veleni sono ridiventate navi fantasma. Esistono, ma non si sa dove esse siano. Qui di sicuro non ce ne sono. E ci dobbiamo far credere prima di tutto i turisti che l’anno prossimo dovranno ritornare ad affollare le nostre sporche spiagge ed il nostro mare, non certamente radioattivo ma pieno di colibatteri fecali si. Ritornate e vi perdoniamo tutto, anche le vostre lamentele sul mare sporco e fetido dell’anno scorso. Ma vi preghiamo di riaffittare i nostri appartamenti a 3000 euro al mese, e di andare a mangiare nei nostri ristoranti le classiche fritture di gamberi e calamari pescate nel mare di Cetraro e di affollare le nostre pescherie. Tutto è passato ve lo garantiamo. Gli unici a continuare  a rompere le scatole sono gli ambientalisti che ancora credono  ai fantasmi sottomarini, ma a quelli oramai ci sono abbastanza abituati quasi tutti in Italia. Quelli dicono i politici, dicono no a tutto. Alla TAV, al Ponte sullo stretto, alla Nutella . Vedono devastazioni e  colesterolo dappertutto. Tumori sotto il tappeto e cibi avariati nelle scatolette. Non sono credibili alla massa e tra poco è anche Natale. Dove lo vogliamo far nascere questo povero Cristo ? Sotto un ponte, in una stalla o in un centro di detenzione temporanea secondo la legge Bossi Fini ?  vedete voi. Io come al solito resto nella mia trincea ad osservarvi e state tranquilli che non ho nessuna intenzione di spostarmi da qui.

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