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Dalla Trincea :: Strade perdute.

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di Francesco Cirillo
 
DALLA TRINCEA :: 10/12/2009 :: Vicino la trincea ci sono strade che portano ai paesi vicini. A Santa maria del cedro, a Scalea, a Diamante, a Paola. Strade rotte. Piene di buche, ma buche profonde. Buche vecchie di anni. Mai riparate. Strada come la variante ss 18, riparata l'ultima volta per il passaggio del giro d'Italia, per l'arrivo del Papa al Santuario di San Francesco a Paola. Una strada abbandonata a  sè stessa, senza segnaletica verticale nè orizzontale.

Stradeanche con accessi abusivi che provengono da villaggi abusivi. Strade che quindi vorrebbero essere ripavimentate, allargate, riprese, rimodellate, raddrizzate. Le strade che portano all'interno poi sono completamente abbandonate. L'estate si scoppia letteralmente. Il caos è enorme e per andare da Tortora a Paola o a Cosenza ci vogliono almeno 1 ora e mezza. Con il rischio costante di incidenti stradali e con morti continue. E ne sono morti di giovani su queste strade. Non tutti per la velocità, o perchè ubriachi o drogati. Ma spesso per l'asfalto reso viscido, per i bivi continui, per le buche e per tante altre cose. Ora dalla regione arrivano diversi milioni di euro per queste strade. Pensavo dalla mia trincea che avrebbero messo in atto quel vecchio progetto che da san nicola a cirella con una rapida bretella avrebbe bypassato Scalea e Santa Maria. Pensavo ad un intervento serio su tutta la ss 18. Buche riparate, bivi studiati secondo legge, segnaletica ed illuminazione. Macchè. Mi dicono che questi due milioni di euro serviranno per una strada inutile. Una strada che parte da Diamante lungo il torrente Corvino e raggiunge il campo sportivo di Buonvicino. Una strada che quindi non serve a niente. Due milioni di euro regalati a quattro ingegneri, ad una ditta amica, ed a qualche speculatore edilizio che vorrebbe costruire all'interno di queste aree destinate a verde agricolo ed a parco. Una strada , mi dicono, larga dieci metri. Non avevo sentito bene. Dieci metri mi hanno ripetuto. Una strada quindi devastante da inserire in un ambiente pieno di alberi e verde che ha funzionato così per millenni e che adesso verrebbe completamente stravolta. Un altra strada che mi ricordo doveva congiungere Scalea, dal Ponte lao, fino a Mormanno, passando per la stupenda "giungla" di Papasidero. Un disastro ambientale senza precedenti che per fortuna è svanito nel nulla. Insomma dove ci sarebbe bisogno di strade non si fanno e dove non ce ne è bisogno si fanno. I soliti misteri della nostra Calabria che costringono a costruire ancora pezzi di trincee dal momento che qui la popolazione aumenta.

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