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Dalla Trincea :: Trans tossici, navi e grande fratello.

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DALLA TRINCEA :: 31/10/2009 :: Devo un po’ riposarmi con la testa e devo spegnere questa cavolo di radio che è l’unica cosa che mi tiene in contatto con il mondo esterno. Sto facendo un po’ di confusione colpa della mole di notizie che mi arrivano dalla radio, passando da una frequenza all’altra. Una specie di blob radiofonico schizofrenico o radiofrenico.

Ieri le notizie erano diverse e martellanti e sembravano tutte provenire dalla stessa fonte, come se tutti i protagonisti di varie vicende vivessero tutti in una grande casa come quella del Grande fratello. In effetti la nostra società moderna potrebbe essere vista come una grande casa, dove ognuno vive la sua vita e la sua storia in una stanza diversa, e che ogni tanto ci si incrocia in un grande salone dove ci si scambiano idee e comportamenti e ci si contamina. Ricordate la grande commedia di Scarpetta interpretata da Totò: Il medico dei pazzi ? Totò venne condotto in una pensione di Napoli dal suo nipote, che per spillargli un po’ di soldi per i suoi vizi (una volta erano gioco e donnine),  gli fece credere che quella era una clinica per pazzi, dove lui vi lavorava. E Totò incontrandosi con le persone che abitavano in questa pensione, i quali si comportavano da persone normali, li prende tutti per pazzi veri. Scarpetta voleva dire che anche la normalità ha i suoi lati folli e pazzoidi. Quel film è stata l’anti camera del Grande Fratello e della società odierna. Oggi abbiamo il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, beccato con un trans e ricattato da 4 carabinieri, poi arrestati da altri carabinieri, costretto alle dimissioni; la nave dei veleni che non è più la nave dei veleni ma una nave passeggeri affondata durante la prima guerra mondiale; è iniziato su Mediaste, la decima puntata del grande fratello con i soliti scemi, scelti, più un trans che però non si deve sapere chi sia. Tutte queste notizie vengono date con un certo senso di euforia in tutti i tg, quasi come se la gente non aspettasse altro durante la giornata. Parlo della gente che lavora, di quella che non lavora, di quella che sale sui tetti per difendere il proprio posto di lavoro, dei malati di tumore che restano soli, dei barboni di strada, degli immigrati che arrivano con i barconi pensando di trovare propri fratelli. La vera gente. Morale della favola, anzi delle favolette: il mare si può ricominciare a bere, e non lo facevamo dai tempi dei depuratori che scaricavano nei fiumi e poi nel mare, coi trans ci si può andare purché non si abbia una carica pubblica, la nave dei veleni non era dei veleni ma di barili di Nutella, un po’ andata a male, ma sempre Nutella è; al Grande fratello ci si può andare da trans basta che però non ci si faccia riconoscere; la coca si può sniffare purché si sia un politico e si abbia a disposizione 5000 euro!  E’ davvero questa l’Italia che conta; per fortuna questa Italia non è abitata dagli italiani che invece contano ogni giorno i soldi che spendono per far campare le proprie famiglie.

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